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Centrale del latte di Roma: cosa accadrà adesso?

La sentenza dei giudici d’appello di Roma, che stabilisce dopo 24 anni di battagli legali la restituzione della Centrale del Latte al comune capitolino, apre scenari complessi e di difficile soluzione. Pensare che sia la stessa amministrazione, che oggi detiene il 6,7% delle quote, a gestire la Centrale pare piuttosto improbabile. E oneroso. Il settore richiede esperienza, che certamente il comune non ha, e richiede anche ingenti capitali per remunerare il latte agli allevatori, con tempi di pagamento molto brevi.

Difficile quindi pensare ad un impegno diretto, che obbligherebbe il comune a complesse e onerose operazioni finanziarie, oltretutto senza il necessario know-how che un settore tanto delicato richiede. C’è ovviamente l’ipotesi di un accordo con la controparte, cioè Parmalat/Lactalis, dotata di entrambe le caratteristiche necessarie. Ma anche in questo caso le cose non sono semplici. Prima di tutto perché la battaglia legale non si è ancora conclusa e Lactalis ha già annunciato il ricorso in Cassazione. C’è poi la questione dei soci di minoranza e quella del grande oppositore dell’operazione compiuta da Sergio Cragnotti, cioè Ariete Fattorie Latte Sano, una delle cinque società escluse dalla gara che ha presentato ricorso al Tar. E’ chiaro dunque che un accordo fra le parti dovrebbe lasciare la gestione di Centrale del latte di Roma a Lactalis, essere vantaggioso per il comune, che ne sarebbe proprietario, ma anche soddisfare le aspirazioni rivendicate in questi anni da Latte Sano. Un puzzle di non facile soluzione e che probabilmente il comune non pensare di dover affrontare. Il sindaco Roberto Gualtieri ha già fissato un incontro con gli assessori e lo staff della sua amministrazione per affrontare la vicenda, tentando di immaginare un accordo che salvaguardi il futuro della Centrale del latte di Roma e dei suoi addetti. I sindacati hanno espresso in queste ore tutte le loro preoccupazioni.

Centrale del latte di Roma, i sindacati: “Risposte concrete a tutela della continuità produttiva e occupazionale”

Le Segreterie nazionali e territoriali di Fai Flai Uila,hanno chiesto un incontro urgente al gruppo Lactalis ed al Comune di Roma. “Siamo fortemente preoccupati per lo scenario drammatico che si prefigura per il futuro dei lavoratori e lavoratrici di Clr, nonché per l’intera filiera del latte e l’economia del territorio. Un futuro incerto per un importantissimo marchio, la cui storia è stata segnata negli ultimi 24 anni da una guerra nei tribunali e che, come più volte auspicato dalle parti sociali, doveva risolversi con soluzioni extragiudiziali. In un contesto generale complesso, l’auspicio è che il senso di responsabilità sociale prevalga in tutti gli attori di questa annosa vicenda e che venga difeso un importante marchio locale. Ci auguriamo che, come accaduto già in passato, intorno a Clr non riemergano appetiti speculativi e che invece vengano date risposte concrete a tutela della continuità produttiva ed occupazionale”.

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