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Lactalis e l’acquisizione di Danone: tutte le ultime indiscrezioni

La notizia è di quelle destinate a fare moltissimo rumore: secondo le indiscrezioni che si stanno rincorrendo, partite dalla Francia, Lactalis starebbe valutando l’acquisizione di Danone. Il quotidiano economico francese ‘La Lettre A’ scrive che la società di consulenza Perella Weinberg Partners sarebbe al lavoro su due ipotesi, per Lactalis: l’acquisizione totale o un’offerta per parte delle attività di Danone. A quanto sembra, dalle parti di Laval, sede dell’azienda della famiglia Besnier, l’idea era al vaglio da mesi.

Danone, guidata dal ceo Antoine de Saint-Affrique, ha registrato vendite superiori alle attese, nel primo trimestre 2022, e ha mantenuto invariati i suoi obiettivi finanziari per l’anno in corso. Di recente proprio il ceo di Danone, delineando la sua nuova strategia per migliorare le performance dell’azienda, ha affermato che il 10% del portafoglio della società potrebbe essere destinato alla “rotazione”.

Entrambe immerse nel mondo del latte, le due aziende hanno un portafoglio prodotti diverso e complementare, che rende sicuramente molto interessante l’operazione per Lactalis in tema di produzione, logistica e distribuzione. E anche sotto l’aspetto delle alternative vegetali, prodotti su cui Danone è senz’altro ben posizionata. Anche se, indubbiamente, si tratta di un progetto che presenta più di qualche ostacolo. A cominciare dalla differenza fra le due realtà francesi. Lactalis, leader del settore caseario che in Italia possiede Parmalat e Galbani, fattura oltre 20 miliardi di euro mentre Danone, colosso mondiale del food, con sede a Parigi, nel settore latte è al quarto posto della classifica mondiale (Lactalis è al secondo posto), con 15,2 miliardi di ricavi. Aggiungendo acqua e alimenti, altre aree di business Danone, si raggiungono i 24,28 miliardi. Inoltre, Danone in borsa capitalizza quasi 40 miliardi, mentre Lactalis non è neanche quotata.

Un fattore gioca senza dubbio a favore di Lactalis: il suo tasso di crescita, negli ultimi otto anni, è del 6,1%. Un risultato ben superiore a quello di Danone, ferma all’1,8%. Lactalis, che ha già una joint venture per yogurt e dessert con Nestlé, è stata molto attiva sul fronte delle acquisizioni, negli ultimi mesi. A marzo, si è allargata in Germania con l’acquisto della divisione freschi di Bmi mentre l’anno scorso, ha acquisito asset lattiero caseari dall’azienda dalla brasiliana Cativa oltre al marchio Leerdammer da Bel Group. Senza dimenticare poi l’attitudine agli acquisti dell’azienda e del suo patron, Emmanuel Besnier (in foto), che proprio di recente ha annunciato un maggiori impegno diretto nella gestione. Una decisione arrivata dopo le dimissioni del ceo Philippe Palazzi, a soli 13 mesi dalla nomina. Secondo i rumors che circolano intorno alla vicenda, non vi sarebbe mai stata grande sintonia fra il patron di Lactalis, Emmanuelle Besnier, e il ceo. In particolare, Palazzi non avrebbe condiviso proprio la strategia espansionista di Lactalis fatta a colpi di acquisizioni, molte delle quali avvenute durante la sua gestione. E chissà che non ci fosse anche l’idea Danone fra i motivi di queste divergenze.

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