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Bitto Dop: al via la stagione produttiva in alpeggio

45 alpeggi, oltre 11mila ettari di pascoli e prati, circa 3mila bovine da latte e 300 capre: si è ufficialmente aperta la stagione produttiva 2024 del Bitto Dop, in Valtellina, che avviene da fine giugno a settembre in piccoli caseifici situati tra le province di Sondrio e di Lecco, e in alcuni comuni limitrofi della Val Brembana, tutti a quote comprese tra i 1.400 e i 2.300 metri di altitudine.

Per promuovere il Bitto Dop e il Valtellina Casera, formaggio prodotto principalmente d’inverno quando le mandrie restano a valle, il Consorzio ha presentato la guida pratica “Valtellina Casera e Bitto, una storia di unicità e gusto”, realizzata dall’esperto di enogastronomia Marco Bolasco, per far scoprire le specificità dei due formaggi, con consigli di degustazione, pairing e ricette (di cui tre firmate dallo chef Alessandro Negrini dello stellato Il luogo di Aimo e Nadia), disponibile gratuitamente sul sito del Consorzio.

“Oggi queste due Dop rappresentano 650 posti di lavoro per un fatturato alla produzione di 13,9 milioni e oltre 26,2 milioni di euro di valore al consumo, trainate per l’86% dal Valtellina Casera, che nel 2023 ha messo a segno un +3,4% in export”, ha spiegato Marco Deghi, presidente del Consorzio Valtellina Casera e Bitto. “Numeri positivi che spingono a continuare a investire in promozione e comunicazione dell’identità di questi formaggi, conosciuti dal 27% degli italiani, con una penetrazione al consumo cresciuta in un anno di 3 e 2 punti percentuali. Il Valtellina Casera, pur essendo il meno conosciuto, è il più performante sui mercati del Nord Italia e all’estero. Per quest’ultimo ci aspettiamo un’annata sostanzialmente in linea con il 2023: fino a maggio 2024 sono quasi 100mila le forme marchiate Valtellina Casera Dop con un +7,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

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