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Guerra in Ucraina, incontro fra Draghi e Patuanelli. L’incredibile mail del Mipaaf

Sono da poco passate le 19 quando in redazione arriva una mail. Mittente: l’ufficio stampa del Mipaaf. L’oggetto della comunicazione è: Incontro Draghi – Patuanelli, al centro ricadute su agroalimentare.

Con la grave situazione legata alla guerra in Ucraina e l’impennata record dei costi, che stanno mettendo in grave difficoltà tutta la filiera agroalimentare, la mail è di grande interesse. Ci si attendono mosse, molti paventano il taglio dell’Iva al consumo, per quanto riguarda il tema dell’inflazione e del ritocco dei listini, altri pensano a strategie per mitigare l’incidenza degli aumenti sul settore agricolo, o per aiutare a fronteggiare alcune criticità nell’importazione di materie prime come il mais o il grano tenero. Senza dimenticare le problematiche della logistica, dai blocchi dei trasporti causati dal rialzo dei carburanti al problema della chiusura del Mar Nero, importante e strategico per il trasporto marittimo, come evidenziato anche dal presidente di Federalimentare Ivano Vacondio. Insomma, l’attesa è molta e già ci si prepara mentalmente alla verifica, numeri alla mano, delle ipotesi o delle decisioni prese dal governo. Poi la lettura del testo, che riportiamo integralmente anche in considerazione della brevità:

“Oggi il Presidente Draghi e il Ministro Patuanelli si sono incontrati a Palazzo Chigi per fare il punto della situazione legata al settore agroalimentare in relazione all’attuale scenario internazionale.

Il Governo sta seguendo con la massima attenzione tutte le ricadute sul comparto, il primo settore produttivo del Paese. Il Ministro Patuanelli fornirà una informativa sulla materia al prossimo Consiglio dei Ministri con proposte sia a livello nazionale sia dal punto di vista comunitario”.

Insomma, il Mipaaf ci tiene a informare che sa che c’è una crisi in atto e ieri, evidentemente per la prima volta se ritiene di doverne dare notizia alla stampa, ne ha parlato con il presidente del consiglio Mario Draghi. Hanno ‘fatto il punto’, come scrivono e come si dice in qualsiasi ufficio prima di una riunione operativa sui progetti in corso (o di una riunione che non serve a niente ma si fa per dire che qualcosa accade). Chissà se, fra un punto e l’altro, prima della fine riusciranno anche a prendere qualche decisione. O forse, visti i trascorsi anche più recenti (vedi tavolo emergenza stalle o l’idea del polverizzatore), meglio sperare che continuino solo a fare punti della situazione.

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