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Assolatte, il presidente Zanetti: “Le aziende non sono più in condizione di resistere. Problemi troppo grandi per essere risolti dall’industria”

Nuova riunione, oggi, del tavolo permanente istituito al ministero delle Politiche agricole, che ha visto la partecipazione delle sindacali agricole e delle associazioni di categorie, fra cui ovviamente Assolatte. L’incontro è stato convocato dal ministro Patuanelli per rivedere i termini del premio stalla, l’accordo siglato nel 2021 alla luce della drammatica situazione attuale del comparto e mai applicato.

E proprio in ordine a quell’intesa, Assolatte è intervenuta ricordando che, dallo scorso novembre, quando è stato firmato il Protocollo Emergenza Stalle, l’associazione ha lavorato per la sua attuazione e ne ha rispettato tutti i contenuti. “Le nostre imprese hanno fatto molto di più di quanto prevedesse l’accordo. Rispetto alle riunioni di fine 2021, però, la situazione non ha fatto che peggiorare, ed ora enormi nubi nere si affollano all’orizzonte, con grandi preoccupazioni per le persone e per le imprese”, ha spiegato il presidente Paolo Zanetti. Uno dei nodi sul tavolo è senza dubbio quello dell’inflazione e dei mancati aumenti della Gdo. Ma oggi il quadro è ancora più allarmante. “Abbiamo fatto salti mortali per trovare soluzioni condivise con i nostri fornitori e in queste ore tantissime aziende stanno negoziando i rinnovi contrattuali con fornitori e clienti. Ma i problemi che sta vivendo il settore e quello che potrebbe succedere nelle prossime settimane è talmente grande da non potere essere risolto o scaricato sul mondo industriale. Caro energia, costi di produzione impazziti, pandemia, crisi Ucraina, embarghi: sono difficoltà che non possono certamente essere risolte dagli imprenditori lattiero caseari”, ha osservato Zanetti.

La situazione, rispetto a quella già difficile della pandemia, è oggi drammaticamente peggiorata e non si intravedono spiragli all’orizzonte, anche sul caldissimo tema dell’impennata dei costi. “Se lo scorso anno le nostre aziende sono riuscite a farsi carico di tutti gli aumenti, quest’anno non sono in condizione di resistere. La filiera ha bisogno di sostegni immediati, pena la chiusura di fior di aziende, sentinelle sul territorio, motore dell’economia del nostro paese”. L’appello di Assolatte, ancora una volta, è al governo e al mondo della distribuzione, perché vi siano interventi immediati a fronte di una situazione ormai insostenibile.

Tra le preoccupazioni, negli ultimi giorni, c’è anche quella legata al futuro dell’export, sempre più decisivo per l’intera filiera lattiero casearia: “Grazie al nostro impegno e ai nostri investimenti, esportiamo oltre il 40% dei nostri rinomati formaggi e nonostante la pandemia, anche lo scorso anno abbiamo rispettato questa tendenza, assorbendo inoltre tutto l’aumento della produzione di latte nazionale”. Oltre a rappresentare una voce così importante nel bilancio del settore dairy, l’export rappresenta anche la valvola di sfogo che ha consentito di non lasciare nelle stalle il latte prodotto, anche nei momenti più difficili. Ma oggi nessuno può davvero prevedere cosa accadrà.

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