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Prezzo del latte e scadenza dell’origine in etichetta: cosa sta facendo il Mipaaf

Il prezzo del latte alla stalla e la scadenza dei decreti relativi all’obbligo di indicazione d’origine in etichetta sono due temi che stanno caratterizzando il dibattito, politico e di settore. Nel primo caso, il Mipaaf ha convocato un tavolo con i rappresentanti degli allevatori, dell’industria e della Gdo nel quale si sta trattando, non senza difficoltà formali e sostanziali, per conferire una sorta di ‘premio stalla’ che sostenga il prezzo del latte in un momento particolarmente difficile sul fronte dei costi di produzione. Tema che però investe tutta la filiera e rispetto al quale gli industriali chiedono interventi più strutturali. Nel secondo caso, invece, c’è sul piatto la scadenza del decreto che introduce l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del latte, anche per i derivati, prevista per la fine del 2021. Nel corso della giornata di ieri, in commissione Agricoltura alla camera dei deputati, il ministero ha fatto il punto sulle due tematiche e sulle iniziative che sta conducendo.

Prezzo del latte: il recepimento della direttiva sulle pratiche sleali impone di tener conto dei costi di produzione

In merito all’interrogazione a risposta immediata sulle iniziative urgenti per la revisione del prezzo del latte alla stalla, il ministro risponde che il tema dell’equa remunerazione dei produttori di latte è una problematica di primo interesse per il Mipaaf. “Con grande soddisfazione il Dicastero accolto l’approvazione della Direttiva (Ue) 2019/633 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, recepita dal consiglio dei ministri. In tale contesto, particolarmente rilevante è il divieto previsto dall’articolo 5, comma 2 del decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2019/633, per cui la fissazione, da parte dell’acquirente, di un prezzo inferiore ai costi medi di produzione risultanti dall’elaborazione mensile di Ismea, è rilevante ai fini dell’accertamento della violazione del divieto di imporre ai produttori clausole contrattuali eccessivamente gravose“.

Tavolo del latte: prosegue il confronto

Prosegue il Mipaaf, nella sua risposta alle interrogazioni della commissione: “E’ per tali ragioni che, anche in questi ultimi giorni, è proseguito il confronto con i rappresentanti delle organizzazioni agricole, delle cooperative, dell’industria e della grande distribuzione organizzata per chiedere un aumento del prezzo riconosciuto alla stalla che permetta ai produttori di superare questa difficile congiuntura, mediante la distribuzione del sostegno tra i diversi soggetti della filiera lattiero casearia. Il ministero si è, inoltre, impegnato a rendere strutturale il Tavolo di filiera del latte, attraverso l’adozione di un apposito decreto ministeriale, con l’obiettivo di trasformare questa modalità di confronto in un appuntamento strategico per il settore, allo scopo di sostenere e sviluppare una delle filiere più rilevanti dell’agroalimentare nazionale”.

Indicazione d’origine: l’obbligo sarà esteso al 31 dicembre 2022

In merito all’interrogazione a risposta immediata sulla proroga dell’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine dell’ingrediente primario, nella risposta il ministero ha evidenziato che “In vista dell’imminente scadenza, al prossimo 31 dicembre 2021, dell’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine dell’ingrediente primario e, sulla convinzione che l’applicazione del Regolamento di esecuzione 2018/775 non sia sufficiente a garantire la correttezza e la trasparenza delle informazioni sugli alimenti, il Dicastero ha già inviato i relativi decreti di proroga.
I provvedimenti dovrebbero, pertanto, estendere, fino al 31 dicembre 2022 l’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine dell’ingrediente primario per i suddetti prodotti
“.

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