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Mercato trade: il caldo rallenta la produzione di latte, cala anche il tenore di grasso. In Italia, crescono i prezzi di latte e crema

Se il burro è riflessivo, sul mercato trade, la crema, così come il latte in polvere, non hanno ancora capito cosa fare, secondo l’analisi degli esperti di Assocaseari. La raccolta ha subito risentito della prima settimana di vero caldo, arrivando a diminuire del 3-4% rispetto alla settimana precedente, oltretutto con un tenore di materia grassa sempre più basso. I prezzi del latte crudo italiano ne hanno risentito immediatamente, arrivando ad essere trattati anche fino a 0,40 euro/kg franco partenza. Qualcuno specifica che sul prezzo ha molta influenza quanta merce offri e su che periodo lo offri.

Anche la crema nazionale di qualità gode del caldo e arriva a essere trattata fino a 2,06 euro/kg franco partenza. Lo scremato invece sempre poco ricercato anche se i prezzi godono di leggeri aumenti e oscillano tra 0,18 e 0,20 euro/kg. Le alte temperature si sono fatte sentire anche nel resto d’Europa, dove oltretutto sono arrivate le riaperture e aumentano così i consumi fuori casa. Questi due fattori influenzano notevolmente il mercato della crema che se parte con richieste esagerate di 2,07 euro/kg, viene poi trattata intorno a 2,04 euro/kg. Anche il latte crudo chiede qualcosa in più, ma alla fine continua ad essere scambiato tra a 0,39 e 0,40 euro/kg reso Nord Italia. Sullo scremato sussistono gli stessi problemi italiani, con richieste in rialzo per poi essere trattato tra 0,19 e 0,21 euro/kg a seconda dell’origine. I suddetti prezzi si intendono franco arrivo Nord Italia, con un costo di trasporto che incide tra 5 e 10 euro/Ton.

Burro, mercato trade: prezzo stabile, piatta la domanda

La vivacità riscontrata sul mercato trade dei liquidi, non la ritroviamo certo nel burro che resta invariato su tutti e tre i bollettini. Il tedesco fermo a 3,93 euro/kg e 4,00 euro/kg, l’olandese conferma il 4,00 euro/kg e anche la Francia non ci riserva sorprese e resta al suo folle 4,34 euro/kg. Inevitabilmente, non cambiano le medie che sono a 4,102 euro/kg se teniamo conto anche della Francia, e a 3,983 euro/kg se invece ci limitiamo ai più realistici Germania e Olanda. La domanda di burro è forse ancora più calma del latte liquido scremato, con gli stessi venditori che ritengono senza motivo diminuire i prezzi delle offerte se tanto la domanda non c’è. A titolo puramente indicativo, confermiamo le offerte di settimana scorsa.

Polveri: mercato confuso, i trader spingono al ribasso

Come accennato all’inizio, il latte in polvere è assai confuso, tanto sui listini ma ancora di più sul libero mercato. I bollettini tedesco e olandese segnano ribassi sia sull’alimentare che sullo zootecnico, resta invece invariato l’olandese del latte intero che invece scende in Germania e Francia. Quest’ultima, in compenso, rialza lo scremato per l’uso alimentare. Sul mercato la confusione è amplificata con soprattutto i trader che spingono al ribasso, in certi casi addirittura di 100 euro/Ton rispetto alla settimana precedente. In compenso, qualche produttore resta ai livelli stellari, con lo scremato indicato poco lontano da 2.750 euro/Ton arrivo Nord Italia. Durante l’Assemblea generale di Assocaseari che si è tenuta questa settimana, l’esperto Christophe Lafougere ha spiegato che che la Cina ha degli stoccaggi di latte intorno alle 70mila Tons per la polvere scremata e di ben 240mila Tons per la polvere intera. Proprio mercoledì notte è comparsa la notizia che la Cina intende calmierare i prezzi dell’acciaio e metterà in vendita le prime 100mila Tons provenienti dai suoi stoccaggi. E sembra che seguiranno, in diverse riprese, quantitativi più ingenti. Quello che sta facendo sull’acciaio già qualcuno pensa che lo potrebbe fare con il petrolio. Anche se i quantitativi di latte in polvere che al momento possiede non sono sufficienti a calmierare il mercato mondiale, chi ci dice che non si muova per poterlo fare domani? Il siero per l’uso zootecnico ribassa sul bollettino tedesco e olandese, mentre invece resta invariato in Francia, così come invariato resta il bollettino del siero per uso alimentare in Germania.

Formaggi: aumenti per il Parmigiano Reggiano

I bollettini nazionali dei formaggi questa settimana hanno registrato aumenti per alcune voci del Parmigiano Reggiano a Modena e a Reggio Emilia. Quotazioni medie Ue in aumento per il Gouda a 3,30 euro/kg e l’Edamer a 3,29 euro/kg, stabili per il Cheddar a 3,13 euro/kg e l’Emmentaler a 4,82 euro/kg.

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