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Cala drasticamente, ad aprile, l’export lattiero caseario Ue. Formaggi a -10%

Dopo due mesi di aumento, in aprile l’export Ue è calato significativamente per quasi tutte le principali materie prime, secondo i dati Trade data Monitor analizzati da Assocaseari. Il primo quadrimestre è ancora leggermente positivo ma con numeri insoddisfacenti.

Export Ue: crollano gli acquisti da Regno Unito e Paesi Mena. Forte crescita della domanda in Cina

Il Regno Unito e in misura minore i Paesi Mena (Algeria, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) sono i responsabili di questo calo, mentre è in forte crescita la domanda di Cina, Indonesia e Libia. Le esportazioni di formaggio sono diminuite del 10% in confronto ad aprile 2020, principalmente a causa del calo delle spedizioni verso il Regno Unito (-60% apr.’21/apr.’20). Ciò potrebbe essere legato all’aumento della domanda britannica a marzo in quanto era prevista l’introduzione dei certificati veterinari dal 1° aprile (poi posticipata al 1° ottobre 2021). Le spedizioni verso gli Stati Uniti, invece, sono tornate ai livelli dell’aprile 2019, grazie alla sospensione dei dazi. I dati del primo quadrimestre 2021 mostrano continue frenate delle esportazioni verso il Regno Unito, ma forti aumenti verso altre regioni. L’export di burro è continuato a diminuire nel 2021. Mentre la domanda cinese è in crescita, quella dei Paesi Mena e del Regno Unito sono calate rispettivamente del 46% e del 56% genn-apr’21/genn-apr’20. I volumi spediti verso gli Stati Uniti, la principale destinazione, rimangono deboli rispetto al forte 2020, -8% genn-apr’21/genn-apr’20, ma sono comunque superiori ai livelli del 2019. Le esportazioni di Smp sono calate del 12% apr.’21/apr.’20, a causa delle minori spedizioni verso l’Algeria, nonostante l’aumento della domanda di Indonesia, Cina e Libia, rispettivamente +78, +67 e +629% apr.’21/apr.’20. Discorso simile per il periodo gennaio-aprile 2021. Anche le esportazioni di Wmp continuano a diminuire, -13% apr.’21/apr.’20. Quelle di siero, invece, sono in continuo aumento, +7% apr.’21/apr.’20, grazie alla domanda di Indonesia, Cina e, in misura minore, Corea del Sud. La Cina rimane il motore chiave per la crescita da inizio anno, rappresentando quasi il 40% dei volumi totali. L’Indonesia si è ripresa dallo scarso andamento del 2020, superando addirittura i volumi del 2019. Per quanto riguarda le importazioni, l’andamento è piuttosto simile alle esportazioni, con tutti i principali prodotti in calo a causa dei minori volumi provenienti dal Regno Unito.

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