Carrefour potrebbe lasciare l’Italia. Cosa accadrà ai 1.200 punti vendita?
L’Italia, per la Gdo francese, è sempre stata un mercato difficile. Interessante, importante, vicino, ma complesso da interpretare, frammentato, competitivo. Con insegne che all’estero non esistono ma che qui, nel nostro Paese, sono avversari davvero ostici. Dopo la vicenda Auchan, che ha lasciato l’Italia nel 2020, si torna a parlare anche dell’abbandono da parte della ‘sorella’ Carrefour che oggi conta, in Italia, 1200 punti vendita, di cui 900 diventati franchising negli ultimi anni. E’ già questa è un primo passo, seppur discreto, verso l’uscita, nonostante la smentita di allora. A rilanciare l’indiscrezione dell’abbandono dell’Italia è la rivista tedesca Lebensmittel Zeitung, che si occupa di Gdo, secondo cui il gruppo francese avrebbe avviato colloqui riservati per vendere le proprie attività nel nostro Paese. Tra i possibili acquirenti spiccano nomi noti della grande distribuzione italiana: Lidl, Esselunga e Conad. Quella di Carrefour in Italia, d’altronde, è una rete multiformato, con punti vendita che vanno dalla prossimità all’ipermercato, appetibile dunque per diverse insegne anche discount.
Analizzandola dal punto di vista dei numeri, la questione non è di poco conto: nel 2024, le vendite Carrefour in Italia sono calate del 5,3%, fermandosi a 3,63 miliardi di euro, mentre le perdite hanno raggiunto i 250 milioni di euro. Ma, ancora più significativo della difficoltà di interpretare il mercato italiano, secondo una recente indagine Mediobanca la produttività per metro quadrato dei negozi Carrefour è ben al di sotto della media nazionale di settore: 5.716 euro contro 7.770 euro. L’Italia insomma, pur essendo il quarto mercato europeo per importanza, si è rivelata difficile per Carrefour che, nonostante sia il secondo player europeo della Gdo, in Italia si colloca all’ottavo posto per quota di mercato.
Carrefour, l’ad Bompard: “Ci sono attività che potremmo decidere di vendere”
D’altronde, lo stesso amministratore delegato di Carrefour, Alexandre Bompard, durante l’ultima assemblea degli azionisti ha dichiarato: “Ci sono attività o filiali per le quali potremmo decidere di vendere o cercare partnership. Saremo molto attivi nei prossimi mesi”. Fino a questo momento non sono arrivati commenti da parte di Carrefour anche se la trattativa per la cessione, questa volta, sembra davvero avviata. Secondo i rumors, saranno i format più piccoli, come i Carrefour Express nelle aree urbane, i primi a cambiare insegna. In ogni caso, si tratta di un passaggio importante, con effetti su molti fronti: Carrefour è in Italia dal 1972, impiega oltre 10.000 persone nella rete di punti vendita diretti, cui si aggiungono circa 8.000 collaboratori dei punti vendita in franchising, e oltre 10mila fornitori fra le aziende italiane.
