Attacchi hacker ai frigoriferi dei supermercati: la nuova ondata arriva anche in Italia
Dopo l’attacco che il 12 ottobre aveva colpito centinaia di supermercati francesi, una nuova ondata ha interessato i sistemi di refrigerazione della distribuzione alimentare in diversi Paesi europei e questa volta anche l’Italia. I parametri di frigoriferi e congelatori sono stati modificati da remoto, provocando in alcuni casi il surriscaldamento dei banchi e la perdita degli alimenti. Nel nostro Paese sono stati segnalati episodi in Sicilia, Toscana ed Emilia-Romagna. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha intensificato il monitoraggio e convocato per oggi un incontro con le federazioni di settore e le principali aziende della Gdo.
L’attacco ai frigoriferi dei supermercati francesi di ottobre non è più un episodio isolato. Nella notte tra l’1 e il 2 novembre una nuova serie di intrusioni informatiche ha interessato sistemi di refrigerazione commerciale in numerosi Paesi europei, tra cui Belgio, Svezia, Paesi Bassi, Estonia, Lussemburgo, Finlandia e Irlanda. E questa volta sono stati registrati attacchi anche in Italia.
Il meccanismo è quello già osservato in Francia: l’accesso da remoto ai sistemi che controllano frigoriferi e congelatori permette di modificarne i parametri di funzionamento. In alcuni punti vendita europei sono state attivate modalità di sbrinamento o innalzate drasticamente le temperature, costringendo gli operatori a eliminare i prodotti che non potevano più essere garantiti sotto il profilo della sicurezza alimentare.
Sicilia: colpiti supermercati Coop
In Italia gli episodi più evidenti sono stati segnalati in Sicilia, dove l’attacco ha interessato alcuni punti vendita Coop gestiti dal gruppo Radenza, almeno tre a Catania e uno a Palermo. Secondo quanto riferito dall’azienda, l’intrusione è avvenuta nelle prime ore del mattino e ha modificato i parametri del sistema di telecontrollo dei banchi refrigerati e dei surgelati, provocandone il surriscaldamento e il conseguente deperimento di parte degli alimenti. La Polizia postale sta verificando origine ed estensione dell’attacco e l’eventuale collegamento con gli episodi registrati negli altri Paesi europei. Ma i casi italiani non si fermano alla Sicilia. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha ricevuto la notifica di un incidente da parte di un’azienda toscana della ristorazione collettiva e ha inoltre rilevato un attacco ai danni di un’impresa emiliana attiva nella produzione di surgelati.
In Europa frigoriferi fino a 50 gradi
La nuova ondata ha assunto dimensioni molto più ampie rispetto agli episodi francesi di ottobre. In Belgio sono stati coinvolti decine di negozi appartenenti a diverse insegne, tra cui Carrefour, Delhaize, Intermarché e Spar. In Svezia sono stati segnalati problemi in supermercati ICA e Coop: in alcuni casi i congelatori hanno raggiunto temperature fino a 50 gradi, rendendo inevitabile l’eliminazione degli alimenti conservati al loro interno. Incidenti sono stati confermati anche in Irlanda, Paesi Bassi, Estonia, Finlandia e Lussemburgo. Al momento non è stata attribuita pubblicamente la responsabilità degli attacchi e non è stato accertato che tutti gli episodi siano riconducibili allo stesso soggetto.
Il punto debole è il telecontrollo
Il problema riguarda sistemi industriali che negli anni sono diventati sempre più connessi. Frigoriferi e impianti di refrigerazione della Gdo possono essere controllati e assistiti a distanza attraverso software di telemonitoraggio. È una soluzione utile per verificare temperature, consumi e anomalie, ma un sistema accessibile da internet e non adeguatamente protetto può trasformarsi in un punto di ingresso.
Dopo gli attacchi francesi erano già emerse vulnerabilità legate a software non aggiornati. Danfoss, uno dei fornitori dei sistemi coinvolti in alcuni degli episodi europei, ha riferito che tra le installazioni colpite figurano apparecchiature che non erano state migrate verso le versioni più recenti del software. La questione, però, non si risolve necessariamente con un semplice aggiornamento. Gli operatori della refrigerazione hanno segnalato che in alcune installazioni possono essere necessari interventi sulla configurazione della rete e sugli stessi sistemi di accesso remoto.
L’Agenzia cyber convoca la Gdo
Di fronte all’estensione degli attacchi, l’Acn ha richiamato grande distribuzione, operatori della logistica alimentare, refrigerazione industriale e società di manutenzione alle misure di sicurezza già indicate dopo il caso francese. Tra le priorità: verificare se i sistemi di controllo e teleassistenza siano direttamente esposti su internet, separarli dalle altre reti informatiche aziendali, proteggere gli accessi remoti attraverso Vpn e autenticazione a più fattori e aggiornare o sostituire i dispositivi non più supportati.
Per oggi, 3 novembre, l’Agenzia ha inoltre convocato un incontro con le federazioni del settore e le principali aziende della grande distribuzione nazionale. Rispetto all’attacco francese di tre settimane fa, il salto di scala è evidente. Il bersaglio non è il sistema informatico amministrativo del supermercato, ma un’infrastruttura fisica indispensabile alla conservazione del cibo. E quando a essere manipolata è la temperatura, l’effetto dell’attacco digitale diventa immediatamente materiale: merce da eliminare, interruzioni operative e una catena del freddo che può essere compromessa in poche ore.
