SuperMercato

I debuttanti. Cesano Boscone: l’ipermercato Bennet ancora in cerca d’identità

Quello di Cesano Boscone è il primo ad aprire dei sette punti vendita Auchan acquisiti da Bennet in Lombardia, frutto della grande spartizione seguita all’uscita del retailer francese dal nostro Paese. Lo visitiamo nel tardo pomeriggio di un giorno infrasettimanale mescolandoci ai clienti (non tantissimi), tutti provenienti dai quartieri limitrofi. 

Al servizio di un quartiere

Il supermercato visto dalle gallerie del centro commerciale

Un piano, 89 dipendenti e oltre 5.500 metri quadrati di superficie complessiva:  i numeri del nuovo ipermercato sono senza dubbio importanti. Così come lo è il bacino d’utenza di questa struttura, inserita all’interno di un centro commerciale circondato da popolosi e popolari quartieri. Una collocazione strategica, ma non facile: i competitor sono tanti e le esigenze del target, sopratutto famiglie, sono molto nette e attente al tema convenienza. Dalla sua, questo punto vendita ha un centro commerciale ben radicato nel tessuto sociale di questa zona, dove Milano sfuma nell’hinterland senza soluzione di continuità. Qui c’è la food court, con i ristoranti aperti fino alle 22 e i maxi schermi per guardare le partite e ci sono anche una serie di servizi offerti dal comune. Ed è l’unico punto vendita facilmente raggiungibile, dai quartieri alle sue spalle, anche senza utilizzare l’automobile. 

Il layout: una ricetta troppo semplice?

Non tutto è già pronto a ricevere i clienti

Semplice, forse persino troppo, il punto vendita è caratterizzato da corsie ampie e una significativa metratura dedicata al non food, proprio all’ingresso. Dove si acquista di tutto: dal televisore alle cartucce della stampante, dal calorifero portatile all’aspirapolvere. I freschi e la panetteria si trovano, invece, in fondo allo store. In generale, i colori sono chiari, gli scaffali bassi e la cartellonistica minimale: tutto l’insieme, però, rende un senso di vuoto. Tanto che, nel quartiere, la convinzione generale è che si tratti di misure anti-Covid per mantenere il distanziamento. Senza dubbio, il punto vendita è stato aperto in fretta e furia prima ancora che tutti i reparti fossero completati. Anche i servizi, come il BennetDrive, non sono ancora attivi. E l’impressione generale è proprio quella di un’opera incompiuta, ricca di potenzialità ancora inespresse. Sembra mancare qualcosa che scaldi il cuore di chi entra nel punto vendita spingendo anche verso acquisti voluttuari, capaci di alzare la battuta di cassa quanto serve ad un ipermercato.

L’assortimento: c’è tutto, ma non emoziona 

Il banco taglio

Particolarmente ricco e profondo, l’assortimento Bennet punta sui freschi, ma non solo. Anche il confezionato mostra un ventaglio di scelta di tutto rispetto, anche se, rispetto alla gestione precedente, mancano le grandi confezioni scorta, non più premiate dal mercato come un tempo ma ancora molto apprezzate in certi bacini d’utenza, come questo. Il banco taglio dei formaggi non brilla per esposizione o ricercatezza, ma unito al take away consente di fare un viaggio nell’Italia e nell’Europa dei formaggi, anche se quelli del Nord appaiono più rappresentati, soprattuto guardando alle paste filate. La leva prezzo è senz’altro fra le più importanti: chiari i cartellini, tante le promozioni, interessanti le offerte legate all’apertura. Manca solo una cosa: l’identità. 

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