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Emmanuel Besnier conferma le voci: “Lactalis potrebbe interessarsi a Danone”

Alla fine, almeno in parte, Lactalis esce allo scoperto sull’affaire Danone. Ed è proprio il patron, Emmanuel Besnier, a confermare le attenzioni del Gruppo dichiarando che Lactalis potrebbe “interessarsi a Danone nell’ambito di una revisione del proprio portafoglio”. Besnier non ha rilasciato ulteriori dichiarazioni ma, ovviamente, ce n’è abbastanza per dare sostanza alla notizia. Quello che sembra evidente è che l’intenzione del gigante francese nei confronti dell’altro gigante francese, cioè Danone, sia quella di valutare l’acquisizione di marchi o rami d’azienda. Due le aree in apparenza più interessanti e dove Danone può contare su marchi ed expertise consolidate: una è prettamente lattiero casearia e riguarda tutto il mondo dei funzionali, come Activia e Actimel, e l’altro è quello dei prodotti plant-based, come la gamma Alpro e Silk. Certo, si tratterebbe in ogni caso di operazioni molto importanti e complesse, anche per la necessità di integrare strutture differenti e diversi modi di affrontare il mercato (Danone è una azienda quotata in borsa, con tutto ciò che ne consegue in termini di crescita e strategie). Ma è chiaro che per Besnier, notoriamente focalizzato sulla crescita per acquisizioni, quello di Danone è più che una semplice idea.

I rumor, cominciati con la pubblicazione di un articolo sul magazine francese La Lettre A, sono stati in parte alimentati dalla dichiarazione del ceo di Danone, Antoine de Saint-Affrique, che qualche settimana fa ha affermato che il 10% del portafoglio della società potrebbe essere destinato alla “rotazione”. Salvo poi smentire in via indiretta, alcuni giorni dopo, nel corso dell’assemblea generale dell’azienda a Parigi: “Le categorie in cui operiamo sono in crescita e lo sono perché sono in linea con le aspettative dei nostri consumatori. E dico ‘tutte le nostre categorie’. Qualunque cosa si dica, non abbiamo intenzione di separarci da loro”.

Lactalis: fatturato 2021 a 22 miliardi di euro. Ma per il 2022 i costi saliranno del 15%

Ed è anche grazie alle acquisizioni che Lactalis, 270 siti produttivi in 52 paesi, è oggi il primo operatore lattiero caseario mondiale, con un fatturato 2021 di 22 miliardi di euro, in crescita del 4,2% rispetto all’anno precedente. L’utile operativo è in leggero calo (-2,5%) a 1,17 miliardi di euro, a causa dell’impossibilità di trasferire gli aumenti su energia, materie prime, packaging, mentre l’utile netto è aumentato del 4%, a 445 milioni di euro. Presentando i risultati finanziari, Besnier si è soffermato, in particolare, su quello che ha definito “un contesto inflazionistico particolarmente rigido” rispetto al quale Lactalis prevede un aumento dei costi pari al 12-15%, nel 2022. “C’è una crisi in tutti i costi di produzione, siano essi materie prime, imballaggio, logistica, che siamo costretti a trasferire ai consumatori“, ha dichiarato Besnier.

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