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Crisi Ucraina, anche Fonterra lascia la Russia

Il colosso neozelandese Fonterra ha chiuso la sua sede di Mosca e si è ritirato dalla joint venture con Unifood, dopo la decisione di sospendere l’esportazione di prodotti lattiero caseari in Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina.

Il ceo di Fonterra, Miles Hurrell, ha dichiarato: “Il nostro primo passo dopo l’invasione dell’Ucraina è stato quello di stabilire la sicurezza del nostro team in Russia, e la nostra priorità in questo processo continua ad essere quella di fare la cosa giusta per il nostro personale. Abbiamo quindi sospeso la spedizione del prodotto in Russia mentre valutavamo l’impatto delle sanzioni economiche e discutevamo i nostri piani a lungo termine con i nostri clienti e partner”.

Poi la decisione di lasciare il Paese: “Dopo un’attenta considerazione dell’impatto sulle nostre persone e sui nostri piani a lungo termine per il mercato russo, ora chiuderemo il nostro ufficio a Mosca, riassegnando il personale ove possibile, e ci ritireremo dalla joint venture Unifood”.

Fonterra ha esportato solo una piccole quantità di prodotto in Russia, principalmente burro, che rappresenta circa l’1% delle sue spedizioni annuali. Hurrell ha aggiunto: “Data l’attuale forte domanda di prodotti lattiero caseari neozelandesi, siamo fiduciosi nella nostra capacità di riallocare questo prodotto in altri mercati”.

La decisione di Fonterra segue quella adottata da altri colossi multinazionali che operano anche nel settore lattiero caseario, come Arla, Valio e Danone, che hanno già interrotto le attività nel Paese. In altri casi invece, come quello di Nestlé, le aziende hanno scelto di continuare ad assicurare i servizi essenziali alla popolazione russa.

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