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Svizzera, è allarme burro: riaperti i contingenti doganali per l’importazione

Torna a mancare il burro in Svizzera, per la seconda volta nel 2022. Su richiesta dell’Interprofessione Latte (Ip Latte), l’Ufficio federale dell’agricoltura (Ufag) ha deciso un ulteriore aumento di 2mila tonnellate del contingente doganale per l’importazione di burro estero nella confederazione elvetica. Tale quantità supplementare, che copre il fabbisogno di circa due settimane, dovrebbe soddisfare la richiesta interna fino al termine del 2022, precisa una nota inviata dall’Ufag.

La domanda di burro in Svizzera supera, in media, le 40mila tonnellate annue e, secondo le stime delle organizzazioni di categoria, la produzione interna è troppo scarsa per soddisfarla poiché gran parte del latte viene interamente trasformato in formaggio. Nel dettaglio, circa il 47% del latte svizzero viene trasformato in oltre 700 diverse specialità di formaggi mentre quasi il 40% esportato in oltre 70 paesi in tutto il mondo.

l’Interprofessione Latte, in particolare, prevede che il burro locale inizierà a scarseggiare in autunno. Quello appena deciso è il secondo aumento del contingente doganale. Già all’inizio di febbraio, infatti, l’Ufag aveva concesso un aumento di mille tonnellate; l’ulteriore quantitativo extra sarà messo all’asta, come avviene di consueto.

Quadro molto diverso, invece, per l’import di formaggi, dove la crescita delle importazioni è fortemente diminuita, nel 2021, rispetto al 2020. Lo scorso anno sono state importate 75.774 tonnellate di formaggio, che corrisponde a un incremento quantitativo di +4.076 tonnellate. In confronto, questo aumento nel 2020 è stato di circa 7.529 tonnellate.

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