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Modon d’Or: ecco le dieci migliori Fontine d’alpeggio del 2021

L’esperienza nella giuria del Modon d’Or, il concorso che ogni anno premia le migliori fontine d’alpeggio, è un viaggio in tutti i sensi, che comincia già prima di arrivare alla cantina Les Crêtes di Aymavilles, sede dell’ultima votazione, quella della giuria di eccellenza, presieduta da Paolo Massobrio. Quando si imbocca la Val d’Aosta tutto cambia in un attimo, a cominciare dal paesaggio. La pianura che accompagna il viaggiatore fra Lombardia e Piemonte finisce all’improvviso, lasciando il posto a una stretta lingua circondata dai monti. Sonno queste vette, con le loro creste e i passi che si alternano fra l’una e l’altra, a definire lo spazio della Valle, dove le attività umane si concentrano. Ma ci sono alcuni, più ardimentosi, che nei secoli hanno risalito pendii e ripidi pascoli portando l’attività d’alpeggio fino alle pendici di queste montagne, aspre e sempre più alte man mano che si procede verso il re Monte Bianco.

Ed è proprio per valorizzare e premiare il lavoro entusiasmante e difficile dell’alpeggio, che nasce il premio Modon d’Or. Un concorso dalle caratteristiche uniche, con un regolamento severo, organizzato e curato ogni anno proprio dal Consorzio di tutela. Ma giocare in casa, in questa circostanza, non è solo un vantaggio: gli alpeggi che si candidano devono proporre forme di Fontina prodotte in un preciso e corto intervallo di tempo, scelto dal Consorzio, perché si possano confrontare formaggi nati sotto lo stesso cielo e le stesse condizioni, a cominciare da quelle meteorologiche e dei pascoli. Ma non basta scegliere una forma eccelsa fra quelle realizzate nel periodo indicato: gli addetti del Consorzio vigilano su tutta la produzione d’alpeggio del candidato perché l’eccellenza proposta non sia un’eccezione ma rappresenti tutta la stagione. Un controllo certamente importante ma che garantisce, a chiunque acquisti un pezzo di Fontina dell’alpeggio premiato al Modon D’or, di assaporare davvero il gusto di un prodotto unico. Il Concorso è organizzato dall’Assessorato dell’Agricoltura e Risorse naturali in collaborazione con la Chambre valdôtaine des entreprises et activités libérales e con il supporto tecnico-scientifico del Consorzio Produttori e Tutela della Dop Fontina e della Cooperativa Produttori Latte e Fontina, ed è finalizzato alla valorizzazione del prodotto alimentare simbolo della Valle d’Aosta, nell’intento di perseguire sempre più alti traguardi di eccellenza e qualità.

Modon d’Or, l’assaggio: la Fontina non è una sola

55 alpeggi candidati con i loro formaggi, assaggiati e valutati da una giuria tecnica per arrivare ai 10 concorrenti della finale. È questa l’ultima tappa delle diverse sedute di assaggio (visive, olfattive e degustative) in cui è strutturato il concorso. Le sedute di assaggio hanno impegnato in primis due giurie, previste dal Regolamento, vale a dire quella tecnica e quella degli operatori del territorio, che hanno valutato tutte le Fontine presentate al Concorso. Un lavoro importante, insomma, precede quello della giuria di eccellenza, chiamata a giudicare dieci forme capaci di rappresentare tutta la biodiversità di questo formaggio Dop nato sui pendii delle Alpi occidentali. Ogni assaggio, infatti, è stato diverso. In gara c’erano fontine più gentili e delicate e altre più decise; profumi molti intensi, tipici dell’alpeggio, e altri che portano subito alla mente le assolate giornate dell’estate montana, con i fiori e le erbe che punteggiano i pascoli. Ogni giurato, fra cui chi vi scrive, si è trovato davanti dieci campioni numerati, ai quali era necessario assegnare punteggi sulle caratteristiche, i profumi, la pasta, l’occhiatura, il colore e così via. Decidere è stato davvero difficile ed è servito un secondo giro di degustazione, per essere certi di percepire e valutare correttamente tutti i segreti di queste piccole forme d’arte. Come a scuola, c’era infine da consegnare il foglio con le proprie risposte. Qualche momento per ragionane l’ultima volta, si lima ancora qualche punteggio, e poi è fatta. I giurati attendono, fra una chiacchiera e l’altra, il verdetto finale. C’è uniformità nei giudizi, annuncia Barmaz, presidente del Consorzio di tutela che è quasi un’enciclopedia vivente. Non solo della Fontina ma di tutto il mondo agroalimentare che si sviluppa in questa magnifica valle. La premiazione, qualche giorno dopo, è avvenuta nel suggestivo Forte di Bard. Dove tutti, a cominciare dai diretti interessati, hanno potuto conoscere i nomi dei vincitori del Modon D’or. Le dieci fontine vincitrici dell’edizione 2021 si possono ora acquistare in molti negozi della Valle D’Aosta e non solo, basta cercare il logo del Modon d’Or. Inoltre, da lunedì 24 a domenica 30 gennaio 2022, le migliori forme sbarcheranno ai piedi del Duomo per “FontinaMI, l’iniziativa di promozione ideata dal Consorzio Produttori e Tutela della Dop Fontina. Un evento nato per far scoprire al pubblico come un prodotto di lunga tradizione possa essere interpretato in maniera innovativa, dando vita a creazioni originali e gourmet.

Modon D’or, i vincitori

La Giuria del concorso ha assegnato sette Médailles d’Or e tre Modon d’Or alle dieci migliori Fontine d’Alpeggio prodotte in Valle d’Aosta nel 2021. Ecco, nel dettaglio, i dieci vincitori.

Modon d’Or

Azienda agricola Pra d’Arc di Saint-Rhémy-en-Bosses – Fascera 280

Frères Bethaz di Frachey Rossella di Valgrisenche – Fascera 124

Yeuilla Attilio di Avise – Fascera 173

Médailles d’Or

Bredy Francesco di Ollomont

Brunet Davide di Gressan

Società agricola Chatelair di Doues

Fognier Elio di Aymavilles

Po.Ma di Pomat Claudio di Etroubles

Delliod di Rollandoz e Dziedzic di Rhêmes-Notre-Dame

Frères Diemoz di Saint-Rhémy-en-Bosses

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