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Dazi e sanzioni: la nuova strategia Ue contro le barriere commerciali a fini politici

Imporre dazi e limitare l’accesso al mercato unico dell’Unione europea a prodotti, servizi e investimenti provenienti da Paesi che utilizzano l’arma delle barriere commerciali a fini politici. E’ questo il cuore della proposta presentata dalla commissione Ue, elaborata per potersi difendere dalle situazioni in cui le tensioni geopolitiche con Paesi terzi, come accade ad esempio in Cina e Russia, sfociano anche in restrizioni e boicottaggi verso le merci provenienti dall’Unione. Per quanto riguarda le sanzioni da applicare, la Commissione propone di adottare la procedura oggi già in vigore per le misure commerciali, che prevede l’approvazione a maggioranza degli stati membri, e non all’unanimità come accade oggi, poiché tali decisioni fatto parte delle procedure previste dalla politica estera dell’Unione.

Secondo le nuove regole presentate, la commissione potrebbe anche bloccare i fondi Ue destinati a progetti congiunti con i paesi responsabili di misure ingiustificate o di effettuare controlli selettivi alle frontiere sulle merci e altre forme di boicottaggio verso i prodotti provenienti dall’Ue. Il vero obiettivo delle nuove norme, sottolinea in una nota l’esecutivo Ue, è funzionare da deterrente e il ricorso alle sanzioni sarà considerato solo come ultima risorsa, dopo le opportune verifiche circa l’impossibilità di affrontare la questione in modi diversi.

Il vicepresidente della commissione europea, Valdis Dombrovskis, precisa, anche a riguardo dello spinoso tema del gas: “Lo strumento di difesa contro attacchi politico commerciali da Paesi terzi potrebbe essere usato anche in una situazione in cui un Paese minaccia di limitare le forniture di gas ai paesi Ue per influenzare le politiche europee”.

Quella della commissione è solo una proposta; il provvedimento deve ora passare al vaglio del Parlamento e del Consiglio dell’Ue, chiamati ad analizzare e approvare la nuova regolamentazione. Il progetto presentato è stato messo a punto in base a quanto indicato nella dichiarazione congiunta del 2 febbraio 2021 da commissione, consiglio e parlamento europeo, che metteva l’accento sulla necessità di creare uno strumento per dissuadere e contrastare questo tipo di minacce politiche e commerciali.

“L’Ue resta impegnata a difendere il commercio internazionale basato sulle regole e a promuovere la riforma del Wto – ha aggiunto Dombrovskis – ma la nostra strategia è essere aperti, sostenibili e assertivi. Stiamo sottolineando oggi che questo nuovo strumento è da usare solo quando i Paesi terzi si mettono fuori dalle regole del commercio mondiale e del diritto internazionale”.

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