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Crisi Ucraina: tutti i rischi per il settore agroalimentare

Le gravi tensioni politiche tra Russia e Ucraina rischiano di avere drammatiche conseguenze non soltanto per i due Paesi direttamente coinvolti, ma anche a livello globale. Se il conflitto dovesse aggravarsi o evolvere in azioni belliche, le conseguenze sui mercati del gas naturale e dei cereali, in particolare mais e frumento, potrebbero rivelarsi gravissime, spiegano gli esperti del team Clal.it analizzando le cifre.
L’eventuale conflitto fra Russia e Ucraina avrebbe, oltre alle ovvie e terribili conseguenze umanitarie , gravi ripercussioni sui mercati agricoli internazionali con effetti negativi per la sicurezza alimentare, l’approvvigionamento e i prezzi. L’Ucraina è il granaio d’Europa: le sue elevate produzioni la mettono al quarto posto, a livello mondiale, fra gli esportatori di frumento ed al terzo fra quelli di mais.

I mercati, come spiega l’analisi di Elisa Donegatti di Clal.it, stanno già mostrando turbolenze dovute alle preoccupazioni che originano dalle tensioni fra i due Pesi. A fine gennaio, il prezzo del frumento è aumentato del 10% nelle quotazioni del Chicago Board of Trade. Tuttavia, se la situazione dovesse peggiorare la possibilità di decisi aumenti dei prezzi su tutte le piazze diventerebbe una certezza, aggravando in particolare i mercati alimentari dei Paesi di Medio Oriente e Nord Africa, che dipendono fortemente dalle esportazioni Ucraine per contrastare la già grave insicurezza alimentare.

Le conseguenze negative impatterebbero però anche altri mercati, in particolare quello del gas naturale, di cui la Russia è il più importante fornitore e i cui condotti attraversano in parte anche l’Ucraina. L’interruzione del commercio di gas naturale tra Russia ed Unione europea avrebbe pesanti conseguenze sui costi energetici e dei fertilizzanti nei nostri mercati, aggravando le pressioni già presenti sui due settori e, di riflesso, su tutto il mondo dell’agroalimentare.

Sono già oggi piuttosto significativi i riflessi delle tensioni relative all’Ucraina fra Russia, Stati Uniti e Ue sul settore alimentare: dal 2014 la Russia ha decretato un embargo, come ritorsione alle sanzioni europee, che impedisce l’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne, salumi e pesce, costato oltre un miliardo di euro all’export agroalimentare italiano. Prorogato a tutto l’anno in corso già a settembre 2021, a questo embargo si è aggiunto anche il blocco in Bielorussia, a fine 2021.

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