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Santambrogio (Végé): “Se alzassimo i prezzi avremmo uno spostamento definitivo verso i discount”

I timori per l’esplosione dei prezzi delle materie prime da un lato e, dall’altro, la paura che l’inflazione penalizzi le vendite sono i due temi principali di tutto il settore alimentare. L’industria di trasformazione chiede a gran voce il ritocco dei listini da parte della Gdo mentre gli operatori, dal canto loro, hanno fatto sapere di aver parcheggiato queste richieste in attesa di tempi migliori. Il tema accomuna tutte le filiere e investe prodotti di utilizzo più che quotidiano. Mediamente, si parla di aumenti del 18% per i prodotti lattiero caseari, del 22% per l’olio extra vergine di oliva, del 30% per la pasta, del 14% per la carta igienica, del 15% per i surgelati, tanto per citarne alcuni. Le aziende italiane per il momento sono in attesa, nella speranza che la Gdo si ‘arrenda’ di fronte agli aumenti e trasferisca i prezzi fino al consumatore. In altri paesi dell’Ue questo risultato è stato, in parte, ottenuto. Tanto che, a guardar bene certi scaffali vuoti negli store delle insegne, dalla Gd-Do ai discount, si notano buchi proprio dei prodotti stranieri, a causa della scelta dei fornitori di non lavorare a prezzi troppo distanti da quelli di mercato. Insomma, per farla semplice, i prodotti non li mandano. La Gdo Italiana però, sembra ferma sulle proprie posizioni. Giorgio Santambrogio (foto), amministratore delegato del Gruppo VéGé, ne ha parlato in un’intervista rilasciata ad Affaritaliani.it spiegando le ragioni di una posizione che sembra accomunare tutti i retailer.

“Se dovessimo riversare questi prezzi direttamente sul consumatore – ha spiegato Santambrogio – avremmo un’ecatombe di consumi e uno spostamento definitivo verso i discount. Per questo stiamo cercando di sterilizzare e di procrastinare gli incrementi di listino. Noi vogliamo quindi condividere con tutta la filiera l’aumento dei costi. Però è bene anche dire una cosa: che se poi si dovesse assistere, e prima o poi succederà, a una caduta dei costi, materie prime o utilities che siano, sarebbe bello che l’industria ci restituisse integralmente il vantaggio. Succederà? Non è quasi mai accaduto prima, sarà questa la volta buona?”.

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