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Mercato trade: domanda sempre più fiacca. Scendono i prezzi del latte. E si torna a far formaggio

La domanda langue e non solo in Italia, secondo l’analisi di mercato degli esperti di Assocaseari. Le quotazioni raggiunte dal latte, con il ‘4’ davanti, avevano spinto qualcuno a rallentare le produzioni di formaggio e commercializzare il latte. Sul mercato, a inizio settimana si parlava di 0,40 euro/kg e forse più, ma già nella serata di mercoledì la quotazione era scesa a 0,39 euro/kg fino ad arrivare, giovedì, a una valutazione di 0,38 euro/kg per il latte crudo nazionale. Visto l’andamento e non volendo vendere a questi livelli, chi aveva rallentato ha ripreso a caseificare, togliendo un po’ di latte dal mercato. La crema nazionale di qualità, con poca offerta e minor domanda, viene trattata a bollettino e il latte scremato, invece, tra 0,22 e 0,24 euro/kg. (Prezzi franco partenza).

Anche all’estero la domanda è estremamente bassa e ormai i mercati sono vasi comunicanti: anche il latte crudo viene offerto a 0,38 euro/kg e lo scremato a 0,22 euro/kg. La panna estera viene trattata a 1,87 euro/kg, in netto calo rispetto a settimana scorsa. I suddetti prezzi si intendono franco arrivo Nord Italia, con un costo di trasporto che incide tra 5 e 10 euro/Ton.

Burro: Olanda e Germania allineate, mentre la Francia aumenta. Ma sul mercato la richiesta non c’è

La Francia sorprende anche questa settimana. Se l’Olanda lascia i bollettini del burro invariati a 3,85 euro/kg e la Germania diminuisce il massimo di 0,04 euro, portandosi a 3,90 euro/kg, e lascia il minimo invariato a 3,80 euro/kg, con un prezzo medio di 3,85 euro/kg, la Francia, che settimana scorsa aveva diminuito portandosi ad un comunque elevato 4,15 euro/kg, questa settimana, pentita del troppo ribasso della scorsa, aumenta di 0,05 euro, portandosi a 4,20 euro/kg. Se in rari casi un paio di produttori francesi hanno un burro talmente buono per cui il consumatore potrebbe anche pagare 0,35 euro/kg in più, certo così non è per la totalità dei burri dei nostri ‘cugini’. La media a due, questa settimana, è di 3,85 euro/kg, quella a tre passa a 3,967 euro/kg. Anche per il burro, così come per i prodotti liquidi e per il latte in polvere, la domanda è estremamente debole.

Polveri: compratori alla finestra

Bollettini del latte in polvere un po’ indecisi questa settimana, con la Germania che tiene invariate le quotazioni dell’intero e dell’alimentare e ribassa quella dello zootecnico. L’Olanda ribassa quelle dell’alimentare e tiene invariato lo zootecnico e l’intero, e la Francia tiene invariato lo zootecnico e ribassa di molto alimentare e intero. Se prima i compratori erano fermi perché i prezzi sembravano troppo elevati, a maggior ragione lo sono ora con un mercato calante. Questo è un ragionamento che vale anche per quanto riguarda il burro. Altro ragionamento, altrettanto valido sia per il burro che per il latte in polvere, è che i compratori possono permettersi di stare fermi perché non hanno bisogni urgenti da coprire, fatto sta che per alcune produzioni tedesche o francesi si può anche trovare merce a meno di 2.500 euro/Ton. In Germania e Olanda, continua la fase calante sui bollettini del siero, non altrettanto in Francia dove rimane invariato per la terza settimana consecutiva.

Formaggi: in aumento le quotazioni del Parmigiano Reggiano

Questa settimana, si rileva sui bollettini nazionali dei formaggi un aumento delle quotazioni del Parmigiano Reggiano a Modena, Reggio Emilia e Mantova. Quotazioni medie Ue in calo per l’Emmentaler a 4,79 euro/kg e l’Edamer a 3,28 euro/kg, in aumento per il Cheddar a 3,16 euro/kg e il Gouda a 3,27 euro/kg.

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