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Parmigiano Reggiano: vendite 2020 a +7,9%, in Italia. L’assemblea ratifica il nuovo cda

Come previsto, l’Assemblea generale dei consorziati del Parmigiano Reggiano si è svolta oggi, in videoconferenza, con l’approvazione a larga maggioranza del bilancio consuntivo 2020. L’Assemblea ha ratificato anche il nuovo Consiglio di amministrazione dell’Ente, composto da 28 membri con diritto di voto e 4 designati dagli enti pubblici di Emilia-Romagna e Lombardia senza diritto di voto. L’elezione di presidente e vicepresidente avverrà nel primo consiglio ma i giochi, come già scritto, sono ormai praticamente fatti. Dopo una serrata battaglia, prima privata e poi diventata pubblica, ieri è arrivata la rinuncia ufficiale di Kristian Minelli, con tanto di foto dei due contendenti scattata oggi per sancire la tregua: “Il bene del Consorzio e del Parmigiano Reggiano vengono prima di tutto. Ho scelto di ritirare la mia candidatura per evitare spaccature che avrebbero influito negativamente sulla gestione del Consorzio e di conseguenza sulla nostra filiera”. Per lui, probabilmente, ci sarà la poltrona da vicepresidente. Ma, che l’idea di strappare la presidenza ci fosse davvero o meno, queste giornate infuocate hanno permesso di rimettere sul piatto alcuni temi, toglierne di mezzo altri (tra questi forse anche il super magazzino) e ricordare a Nicola Bertinelli (e ai vertici di Coldiretti) che il Consorzio ha tante anime e tutte vogliono far parte del percorso che sarà disegnato nei prossimi quattro anni. Un po’ meno personalizzazione e un po’ più collegialità: tanto rumore, alla fine, sembra esser stato fatto per questo.

I numeri 2020: vendite a +7,9% in Italia e a +10,7% all’estero

Il bilancio 2020 ha evidenziato un incremento della produzione pari a 183.630 forme: 4,9% in più rispetto al 2019. Il Parmigiano Reggiano chiude l’anno con 3.937.823 forme prodotte contro le 3.754.193 dell’anno precedente. Aumentati i ricavi – 46.567.100 euro contro i 39.807.305 del 2019 – che derivano principalmente dai contributi che i caseifici devono versare al Consorzio per produrre la Dop. Lo scorso anno ha visto un assestamento degli investimenti in marketing e comunicazione, che si sono fermati a 23,6 milioni di euro – pari al 50% dei ricavi – contro i 24,8 milioni del 2019. Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, l’anno si è chiuso con vendite in crescita in Italia (+7,9%) e all’estero (+10,7%) e prezzi decisamente remunerativi.

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