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Parmigiano Reggiano verso le elezioni, fra scontri e incontri. Bertinelli incassa il sì della Cia di Reggio

Manca ormai poco alle elezioni per il rinnovo della governance del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, previste per la metà di aprile. Una battaglia mai scontata, come dimostra l’imprevista elezione dell’attuale presidente, Nicola Bertinelli (foto), e che vede spesso al centro gli scontri fra i cooperatori reggiani e modenesi. Qui non bastano gli attestati di stima, ma occorrono anche i numeri. Sono le assemblee sui territori, infatti, che inizieranno alla fine di marzo e vedono lo scontro fra mondi cooperativi e privato, a determinare le liste che arriveranno al voto dell’assemblea per il rinnovo del cda, dal quale uscirà il prossimo presidente. E Bertinelli ha incassato proprio in questi giorni un sostegno, seppur tiepido, che arriva dalla provincia di Reggio. Antenore Cervi, presidente della Cia provinciale e vicepresidente di Cia Emilia Romagna, a proposito della sua rielezione ha commentato:

“La candidatura di Bertinelli? Lo abbiamo criticato per alcuni aspetti nella gestione, ma il giudizio complessivo è positivo. Se anche nelle altre province ci saranno le stesse intenzioni, siamo dell’idea che possa essere riconfermato. L’obiettivo fondamentale è il bene del Parmigiano Reggiano: non deve mai essere perso di vista, soprattutto in tempo di Covid ed elezioni del Consorzio. Per questo auspichiamo che non ci siano spaccature ma una giusta ed equilibrata unitarietà. Riteniamo opportuno che questa volta ci sia una lista unica, cosi come auspichiamo che il prossimo consiglio sia rappresentativo di tutte le realtà produttive in primis dei caseifici cooperativi (che sono la maggioranza), dei caseifici aziendali e di quelli privati”.  

Ma perché queste parole sono importanti? Alla tornata precedente, l’elezione di Bertinelli avvenne proprio in seguito ad una inedita spaccatura tra reggiani, che scompaginò le carte e portò la presidenza fuori dal perimetro della cooperazione. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, da allora. In mezzo c’è stata l’adesione di Bertinelli a Coldiretti, di cui oggi è vicepresidente, e ci sono i risultati ottenuti dal consorzio sul terreno della promozione e della tenuta del settore, anche durante questa lunga crisi. Bertinelli ha sicuramente impresso una svolta decisa alle politiche dell’ente di tutela, soprattutto per ciò che riguarda la promozione, il marketing e la presenza sul mercato. Inutile elencare i primati e le tante campagne innovative degli ultimi anni, incentrate sul territorio, sul valore e sul racconto di un mondo: sono sotto gli occhi di tutti. Ma non tutti sono dalla sua parte, per ragioni politiche e non solo, ed è anche evidente che il gigante Legacoop si stia adoperando per riconquistare il trono. Qualche mese fa è stato fatto il nome dell’ex assessore all’agricoltura Simona Caselli, ma la candidatura sembra ormai tramontata. E se la cooperazione rossa non ci sta, anche quella bianca sembrerebbe orientata al cambiamento, seppure ormai i tempi siano davvero stretti. In ballo c’è moltissimo, compreso il budget 2021 del Consorzio, un tesoretto di 50 milioni di euro da investire. Ma, soprattutto, c’è il potere di orientare il corso della Dop e ci sono le politiche di un settore, quello del parmigiano reggiano, con un giro d’affari di 2,35 miliardi di euro e una filiera di oltre 300 caseifici.

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