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Orietta Berti, Osvaldo e la forma di parmigiano, i test allucinogeni di Lidl, un camion speciale al Multicedi e la ricerca di un nuovo casaro: una settimana da social

Il mondo, ancor più di questi tempi, scorre sulle loro pagine. Ci si informa, si discute, ci si diverte, si gioca, si litiga, si compra e persino ci s’innamora. E anche l’universo che ruota intorno al food non fa eccezione, dai prodotti alle discussioni più accese è tutto lì, sui social, croce e delizia del nostro tempo. Questa mini rassegna social, senza nessuna pretesa d’esaurire l’argomento, raccoglie spunti, argomenti di discussione e curiosità accadute nell’ultima settimana sulla piazza virtuale.

Orietta, la forma di parmigiano e la ricetta per 55 anni di felicità

Galeotta fu la forma e chi la portò.

“Gli ho detto ‘venga a prendere un caffè da me’ e lui mi rispose: ‘non mi piace il caffè’. Poi dopo una settimana è arrivato con una bella forma di formaggio parmigiano reggiano. Prima si faceva così”.

Finisce su Twitter il racconto del primo appuntamento fra Orietta Berti e il grande amore di una vita, Osvaldo Paterlini, legati da ben 55 anni dopo quel ‘primo assaggio’. Altro che 40 mesi di stagionatura.

Anche i (Multi)Cedi hanno un cuore

I social non sono fatti per vendere ma per raccontare.

Se poi ad essere raccontate sono anche storie belle, ancora meglio. La visita di un camion speciale, quello della Fondazione Banco Alimentare Onlus nella sede di Multicedi, diventa l’occasione per un post su LinkedIn e per ribadire il sostegno ad una causa.

Anzi, alla “più nobile delle imprese”.

La F.lli Zani alla ricerca di un casaro

Il caseificio F.lli Zani di Cigole (Bs) è alla ricerca di un casaro per la produzione di formaggi molli, freschi e freschissimi. Sono richieste esperienza, affidabilità, e utilizzo di strumenti informatici.

A darne notizia, anche sui social, è la stessa Cristina Zani, che sceglie per la sua inserzione il foltissimo gruppo ‘Idea…Latte’ su Facebook, ideato da Massimo Bonatti, che raccoglie proprio tutti, dagli allevatori alle più grandi industrie di trasformazione.

I test allucinogeni di Lidl

La pagina LinkedIn di Lidl Italia, con i suoi quasi 300mila follower, pubblica i 7 step del processo di selezione per entrare a far parte della squadra del discounter tedesco, raccogliendo 54 commenti. Scorrendo le opinioni lasciate dagli utenti, sembra che quella di entrare fra i collaboratori di Lidl sia un’impresa tutt’altro che facile. Quasi tutti i 54 che si son presi la briga di scrivere lamentano di non essere stati nemmeno presi in considerazione nonostante esperienze e curriculum a loro dire ideali. Nella discussione si confrontano le mail ricevute per l’elegante ‘no grazie, non le faremo sapere’, un po’ stizziti perché il testo è sempre il medesimo (!), si lamenta il solito ‘magna magna’ e il ‘ si entra solo se hai conoscenze’ finché poi arriva il commento definitivo: “I vostri test sono allucinogeni, per il concorso al mistero degli esteri (che ancora ci chiediamo quale sia, questo mistero, ndr) e della cooperazione internazionale sono più facili, ma non credete di esagerare?”

Ma che test faranno, alla Lidl?

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