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Rinnovo dei vertici del Consorzio Parmigiano: Bertinelli sconfitto a Reggio Emilia. Cosa accadrà adesso?

Come quattro anni fa, ma con un risultato diametralmente opposto. La spaccatura in seno alla sezione di Reggio Emilia si ripropone anche in questa tornata elettorale per il rinnovo delle cariche del Consorzio del Parmigiano Reggiano, con la presentazione di due liste distinte e non unitarie, come invece auspicato da più parti: Caseifici Liberi, che sosteneva il presidente uscente, e Caseifici al Centro, espressione di Confcooperative-Lega Coop, in rotta di collisione con Bertinelli per la sua entrata in Coldiretti. A prevalere con il 53% dei voti, eleggendo così i nove consiglieri che spettano a Reggio, è stata la seconda, mentre la lista Bertinelli ha incassato una sconfitta, seppur di misura (47%).

Il commento dei vincitori: “No a un Consorzio che si orienta verso ruoli imprenditoriali”

Per capire cosa ha diviso l’uscente Bertinelli dalla lista di Confcooperative-Lega Coop, oltre alla spinosa questione della vicepresidenza di Coldiretti, basta leggere la nota di commento al voto diffusa dai Caseifici al Centro: “Il Consorzio è, per scelta e per legge, organismo di tutela, vigilanza, promozione e informazione. Tutti i contributi versati dai consorziati – sia quelli derivanti dall’aliquota ordinaria che quelli aggiuntivi – sono e debbono essere finalizzati esclusivamente a queste azioni. Non è pertanto accettabile  che periodicamente si parli di un Consorzio che si orienta verso ruoli imprenditoriali, usando a tal fine le risorse che i caseifici versano per altri obiettivi di comune interesse“. Il riferimento al progetto di costruzione di un enorme magazzino di stagionatura, con una capacità di 1 milione di forme, è ben evidente. Ma tra le ragioni del malcontento c’è anche la governance del Consorzio, oggi incentrata sulla figura del presidente, che i neo consiglieri vogliono invece “improntata alla collegialità, alla trasparenza nei processi decisionali, evitando fughe in avanti su decisioni che spettano esclusivamente ai consorziati”. Ci sono poi altri temi, come il piano produttivo o la sostenibilità, ma è chiaro che il nodo cruciale è la figura di Bertinelli e la sua gestione manageriale dell’ente di tutela.

La lunga corsa verso il 14 aprile

Anche nelle altre quattro sezioni territoriali (Parma, Modena, Bologna e Mantova), dove si è votato su liste unitarie, non sono arrivati risultati brillanti per Bertinelli. Il prossimo appuntamento è fissato per il 14 aprile, quando durante l’assemblea plenaria sarà nominato il nuovo cda, che alla sua prima seduta eleggerà il presidente. Ma i giochi non sono affatto chiusi. Nessuno può dire, a questo punto, quali saranno le reazioni di Nicola Bertinelli e dei suoi oppositori. Quella che si va configurando, se restasse il solo candidato attualmente in corsa, potrebbe essere una presidenza azzoppata, con un evidente scontento in una fetta della base associativa e l’affermazione delle cooperative, sconfessate invece in occasione della sua elezione, quattro anni fa. Il rischio è trovarsi a governare con un cda parzialmente ostile, con tutte le difficoltà che ne potrebbero conseguire, e con l’indebolimento di una figura che ha fatto del decisionismo uno dei punti di forza della strategia del Consorzio. Se i risultati positivi per il prodotto sono sotto gli occhi di tutti, altrettanto lo è stata la difficoltà di Bertinelli di fiutare l’aria intorno a sé, in un mondo, quello del parmigiano reggiano, che in generale non vuole finire sotto l’ombrello giallo-verde di Coldiretti più di quanto non lo sia già l’agroalimentare italiano. Anche perché, se i benefici di Bertinelli alla guida dell’ente si sono visti, non altrettanto si può dire forse di quelli dello stesso presidente come dirigente di Coldiretti.

E ora, cosa accadrà? 

Ad oggi, quella di Bertinelli è ancora l’unica candidatura sul tavolo. Ma non è detto che, da qui al 14 aprile, non ci siano delle novità e altri nomi in corsa. I nove consiglieri su 28 eletti a Reggio Emilia pesano, soprattutto perché potrebbero contare su altri appoggi e su un malcontento che si è fatto più evidente. Per l’elezione, saranno necessari almeno 15 dei 28 voti disponibili. La battaglia è appena cominciata.

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