Latte: nel 2025 peseranno il clima, le restrizioni ambientali, la volatilità e la carenza di mano d’opera
E’ l’analista dairy di Clal.it, Mirco De Vincenzi, a tracciare il quadro degli ultimi mesi del 2024 e individuare i fattori di incertezza per il 2025: “L’offerta di latte nei principali Paesi esportatori ha mostrato una ripresa rispetto all’anno precedente, con un incremento dello 0,9% ad ottobre, su base tendenziale. Oceania, USA e UE-27 guidano questa ripresa produttiva, supportate anche da un recupero in Sud America.
Sul fronte della domanda, a livello mondiale quella di prodotti lattiero-caseari è cresciuta del 2,7% nel trimestre agosto-ottobre 2024, grazie soprattutto a maggiori vendite di Formaggi, Yogurt, Burro e Crema di latte. “Polveri e latte alimentare sono invece sotto pressione, prevalentemente a causa di una minore domanda dalla Cina”, spiega ancora De Vincenzi.
Ma la domanda che interessa di più tutta la filiera, in questo momento, è proiettata ai prossimi mesi: Cosa aspettarsi per il 2025? Risponde De Vincenzi: “Il futuro dell’offerta rimane incerto, a causa di fattori strutturali come il clima, la mancanza di manodopera e il ricambio generazionale e alle incognite legate alla volatilità delle materie prime e al possibile incremento dei costi. In Europa e Oceania, le restrizioni ambientali aggiungono ulteriore pressione e, soprattutto in UE, quest’anno la produzione potrebbe rimanere stabile, con alcuni Paesi che incrementeranno le consegne di latte e altri che, invece, diminuiranno i volumi.
L’incertezza dell’offerta, nonostante il buon momento attuale, e le buone prospettive per la domanda (grazie ad un aumento della popolazione e alla tendenza al miglioramento complessivo dei redditi a livello globale), secondo De Vincenzi di Clal.it, contribuiranno a mantenere i prezzi sostenuti nei prossimi mesi.
