Ferrari Giovanni Industria Casearia pubblica il primo bilancio di sostenibilità: i numeri su energia, emissioni e filiera
Ferrari Giovanni Industria Casearia ha pubblicato il primo Bilancio di sostenibilità, relativo al 2024, mettendo nero su bianco obiettivi e risultati ambientali, sociali ed economici del gruppo di Ossago Lodigiano (Lo). Il documento, presentato a novembre, si colloca nel quadro del progetto aziendale “Casa della sostenibilità” e si propone come “primo esercizio di rendicontazione volontaria” ispirato alla direttiva europea CSRD e agli standard ESRS, utilizzando però i GRI come principale riferimento metrico.
Sul piano industriale, il bilancio riporta per il 2024 un fatturato netto di 171,8 milioni di euro, 14.256 tonnellate di prodotti venduti, quattro siti produttivi (Ossago Lodigiano, Fontevivo, Fornovo di Taro e Bedonia) e 166 dipendenti. La presidente Laura Ferrari (foto) sintetizza così il senso dell’operazione: “Un’importante tappa nel nostro percorso verso una maggiore sostenibilità in tutte le sue dimensioni: ambientale, economica e sociale”.
Ferrari: i numeri del bilancio
Il capitolo ambientale è quello più ricco di numeri. Tra il 2022 e il 2024 le emissioni totali di gas serra (Scope 1, 2 e 3, metodo market based) scendono da 3.771,57 a 1.529,51 tonnellate di CO₂ equivalente, con una riduzione di quasi 60% in tre anni. Nello stesso periodo i consumi energetici passano da 9.598,6 a poco meno di 9.000 MWh, con una flessione di circa 7%, e la quota di energia da fonti rinnovabili sale dal 6% al 58%, grazie soprattutto all’acquisto di elettricità certificata e all’estensione degli impianti fotovoltaici. Nel 2024 l’autoconsumo da solare raggiunge 804,9 MWh, con Ossago Lodigiano e Fontevivo alimentati esclusivamente da energia rinnovabile certificata.
All’interno del progetto “Casa della sostenibilità”, il bilancio individua tre pilastri: innovazione negli imballaggi, benessere animale e riduzione delle emissioni. Sul packaging, Ferrari rivendica da anni un lavoro di ecodesign, premiato anche dal CONAI, e collega il tema degli imballaggi alla lotta allo spreco alimentare: nel report l’azienda sottolinea che il packaging è “fondamentale per evitare lo spreco alimentare” e che la discussione sui materiali non può prescindere dalla funzione di protezione del prodotto.
Il bilancio segnala il conseguimento della certificazione “Benessere animale” per tutti i caseifici e gli stabilimenti di confezionamento, con verifiche lungo l’intera filiera – fornitori di latte compresi – da parte di enti terzi. Nel piano di sostenibilità 2025-2027, la voce benessere animale è indicata tra i temi “materiali”, con l’obiettivo di consolidare gli standard adottati e integrare criteri ESG anche nella qualifica dei fornitori.
Sul fronte “persone”, il 2024 è descritto come un anno di forte rafforzamento degli investimenti in salute e sicurezza: il bilancio parla di un incremento pari a +216,67% rispetto al 2023, destinato fra l’altro all’adeguamento antisismico del magazzino di stagionatura, alla bonifica di coperture e al rinnovo delle scaffalature in alcune aree di processo. Gli infortuni registrabili scendono a 6 (erano 10 l’anno precedente), mentre le ore di formazione erogate raggiungono quota 1.144, pari a 6,9 ore medie per dipendente. Il direttore generale Massimo Estrinelli sottolinea la scelta di “adottare volontariamente i principi e le linee guida della CSRD”, definendo il bilancio “uno strumento essenziale per identificare le sfide e le opportunità del nostro settore”.
