Giappone: in calo l’import di formaggio Ue, ad ottobre
Continuano a mostrare segnali di miglioramento anche ad ottobre, per il quarto mese consecutivo, le importazioni dairy dal Giappone, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari. Tutti i prodotti lattiero caseari, ad eccezione di lattosio e Wpc, hanno registrato aumenti, trainati principalmente dalla forte domanda di Smp, burro e siero. La crescita del formaggio, invece, è stata piuttosto modesta. Nel complesso, considerando i primi 10 mesi del 2024, le importazioni dairy del Giappone rimangono del 2% al di sotto della media quinquennale.

Analizzando il quadro dei singoli prodotti, l’import di formaggio è cresciuto del 2% rispetto al mese precedente, soprattutto grazie alla merce proveniente dall’Australia; cattive notizie per la Ue che, insieme alla Nuova Zelanda e agli Stati Uniti, seppur in misura minore, ha esportato in Giappone meno formaggio. Le importazioni nei primi 10 mesi dell’anno sono aumentate del 3% rispetto allo scorso anno, sostenute in particolare dalla robusta domanda di prodotti australiani. Le importazioni di siero sono ripartite dopo una performance scadente lo scorso anno, a beneficio di Unione Europea, Stati Uniti e Australia. L’import di burro, dopo un calo costante tra il 2019 e il 2022, si è ripreso nel 2023 e nel 2024, grazie a maggiori volumi provenienti da Nuova Zelanda e Australia. Le importazioni cumulative per i primi 10 mesi del 2024 hanno superato i livelli osservati nel 2021 e nel 2022. Le importazioni di SMP hanno iniziato a riprendersi a dicembre 2023, dopo diversi anni di forte perdita. Tuttavia, nel 2024 solo 202 tonnellate provenivano dalla UE, mentre Nuova Zelanda, Stati Uniti e Australia hanno conquistato quote di mercato.
