Il ricordo di Lorenzo Petrilli e Carlo Gomez all’assemblea annuale di Assocaseari
La tradizionale assemblea natalizia di Assocaseari è cominciata con la consegna di due targhe (foto) da parte del presidente Gianni Brazzale, alle rispettive mogli, per ricordare due figure molto speciali, che hanno fatto la storia dell’Associazione dei commercianti di prodotti lattiero caseari: Lorenzo Petrilli e Carlo Gomez. Mancati nel 2021 il primo e nel 2020 il secondo, sono stati personaggi importanti nel lattiero caseario: Lorenzo Petrilli, vicepresidente di Assocaseari e broker nel settore lattiero caseario, era infatti un grande esperto di questo settore, di cui si occupava con grande passione, in particolare per quanto riguarda il latte, il burro e le polveri. Carlo Gomez de Teran era invece un grande conoscitore degli ambienti della politica romana, dove ha svolto una intensa attività al servizio del mondo lattiero caseario, oltre ad essere stato direttore dell’Associazione per decenni. Dopo questo momento speciale, è stato il turno dell’attesissima relazione di Christophe Lafougère di Gira Food, dal titolo ‘The world of milk has changed’, con un’analisi dei principali trend del settore lattiero caseario per i prossimi cinque anni. Fra le principali previsioni quella relativa all’India, che avrà un ruolo sempre più centrale nel dairy anche come esportatore, mentre Nord America, Europa e Oceania continueranno a essere i tre maggiori player,
anche se non registreranno significativi trend di crescita. Le ragioni sono diverse e si possono riassumere in tre principali filoni: i cambiamenti climatici, le normative ambientali e la diffusione del virus
H5N1.
Lafougère ha poi evidenziato l’elevata domanda di proteine del latte e l’aumento delle produzioni di materia grassa in tutto il mondo, che nonostante tutto non basterà a soddisfare la domanda mondiale. Il fabbisogno di proteine globali è enorme, basta osservare l’evidenza che hanno sui packaging e nelle ricettazioni di nuovi prodotti. Su questo fronte, la previsione di Gira Food è che i prezzi delle proteine scenderanno ma sarà una correzione del mercato, non un calo deciso mentre il prezzo della materia grassa resterà alto. Quanto al burro, sempre più ridotto il quadro degli esportatori, che oggi sono la Ue e la Nuova Zelanda anche se, per l’unione europea, si tratta comunque di quantitativi contenuti. Gli Usa, invece, sono oggi importatori netti visto l’aumento dei consumi, nonostante la costante crescita della produzione. Ma il business del futuro, spiega Christophe Lafougère, sarà la panna non il burro, sopratutto per il food service. Quanto al primo semestre 2025, secondo l’analista il prezzo del latte potrebbe iniziare a stabilizzarsi mentre quello del burro, invece, sarà ancora ancora alto.
Assemblea Assocaseari: il focus sulla Cina
Ampio spazio, come ormai d’abitudine, ad una approfondita analisi del mercato cinese e del ruolo di questo player, significativamente cambiato negli ultimi tempi: cala infatti la raccolta
di latte nel Paese conseguenza di un taglio dei capi, legato anche alla crisi dei consumi, in Cina, che dovrebbe continuare nei prossimi due anni. Cambiano anche le destinazioni: oggi in testa ci non sono più polveri e commodity ma prodotti a valore aggiunto, come panna e grassi solidi, capaci anche di remunerare la filiera in maniera differente. Un aspetto molto significativo per i paesi europei è che la Cina sta diminuendo le proprie importazioni e iniziando a esportare per smaltire le sovrapproduzioni legate al calo della domanda interna. Oltretutto, il governo cinese punta ad una autosufficienza più elevata: il 30% dei consumi oggi proviene dalle importazioni e l’obiettivo è quello di scendere ancora. Tutto lascia pensare, insomma, che la Cina continuerà ad essere una questione fondamentale nello scacchiere dairy, nel bene o nel male.
