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B2Cheese 2026: incoming buyer e relazioni internazionali per il formaggio italiano

Presentata a Milano la quarta edizione della fiera B2B in programma il 23 e 24 settembre alla Fiera di Bergamo. Al centro export, territorio, buyer e World Cheese Capital

B2Cheese 2026 punta su incoming buyer, relazioni internazionali e nuove opportunità di business per il formaggio italiano. La quarta edizione della fiera internazionale B2B dedicata al settore lattiero-caseario è stata presentata il 22 giugno alla Torre PwC di Milano e si svolgerà il 23 e 24 settembre alla Fiera di Bergamo.

Il posizionamento della manifestazione guarda ai mercati esteri in una fase positiva per il formaggio italiano, che nel 2025 ha raggiunto il valore record di 6,7 miliardi di euro di export, in crescita del 4,6%. Un risultato che conferma la forza del settore, ma che apre anche una questione strategica: trasformare la domanda internazionale in relazioni commerciali strutturate, capaci di sostenere imprese, Dop, territori e distribuzione.

“B2Cheese nasce come piattaforma professionale dedicata al settore lattiero-caseario. In questi anni il territorio ha costruito un patrimonio importante di relazioni, competenze e progettualità attorno al formaggio: oggi vogliamo consolidarlo, mettendo insieme imprese, istituzioni, associazioni, buyer e professionisti internazionali. B2Cheese è un contesto costruito per creare relazioni commerciali reali”, ha dichiarato Francesco Maroni, Project Leader della manifestazione.

Bergamo e Lombardia, territorio produttivo e apertura internazionale

La scelta di Bergamo è parte del posizionamento della manifestazione. La Lombardia è la principale regione lattiero-casearia italiana: produce il 46,5% del latte nazionale, trasforma oltre la metà della propria produzione in formaggi Dop e genera un valore superiore ai 2 miliardi di euro lungo la filiera. Bergamo, città creativa UNESCO per la gastronomia, rappresenta uno dei luoghi simbolo di questo sistema, con le sue Cheese Valleys e una tradizione casearia fortemente riconoscibile.

Il tema, però, non è soltanto territoriale. Il territorio resta un fattore distintivo, ma deve essere messo in relazione con il mercato. È questo il passaggio emerso dalla conferenza stampa: il formaggio italiano ha una forte identità produttiva, ma per crescere sui mercati internazionali deve costruire relazioni, presidiare i canali professionali e dialogare con buyer e operatori che conoscono la domanda nei diversi Paesi.

“La Lombardia è il cuore della produzione lattiero-casearia nazionale: realizza il 46,5% del latte italiano, trasforma oltre la metà della propria produzione in formaggi Dop e genera un valore superiore ai 2 miliardi di euro lungo una filiera virtuosa, etica e profondamente integrata”, ha spiegato Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste di Regione Lombardia. Secondo Beduschi, B2Cheese rappresenta “uno strumento strategico per portare questa eccellenza sui mercati internazionali attraverso relazioni commerciali concrete e un programma di incoming buyer qualificato”.

Incoming buyer, il business al centro

Il rafforzamento del programma di incoming buyer è uno degli assi principali di B2Cheese 2026. Il programma è costruito per favorire il contatto diretto tra aziende espositrici, operatori della distribuzione e interlocutori professionali italiani e internazionali, con l’obiettivo di trasformare la partecipazione in fiera in occasioni concrete di business.

Sviluppato in collaborazione con ICE Agenzia, il programma si integra con la rete di relazioni attivata attraverso B2Cheese e il suo ambassador Michaël Belissa, maître artisan fromager e Chevalier de l’Ordre du Mérite Agricole. L’obiettivo è portare a Bergamo operatori qualificati e coerenti con le esigenze delle aziende espositrici, in una fase in cui i mercati internazionali sono sempre più selettivi e richiedono presenza, continuità e conoscenza dei canali.

Accanto ai buyer internazionali, B2Cheese coinvolgerà anche gli operatori nazionali della distribuzione moderna e organizzata: catene della grande distribuzione, supermercati, cash and carry, discount, gruppi distributivi, grossisti, professionisti del catering commerciale e operatori specializzati.

World Cheese Capital e il ruolo degli ambasciatori

In questa prospettiva si colloca anche World Cheese Capital, il progetto che accompagnerà B2Cheese 2026 ampliando il racconto del formaggio oltre la dimensione fieristica. L’iniziativa porterà a Bergamo alcuni tra i più autorevoli professionisti internazionali del settore: cheese monger, maître fromager, affinatori, produttori, buyer e figure già premiate nei principali concorsi mondiali.

Il progetto nasce dall’idea che i grandi formaggi abbiano bisogno anche di grandi ambasciatori. Non solo per comunicarne la qualità, ma per tradurla nei linguaggi dei diversi mercati, nei canali professionali e nelle scelte di acquisto. Le masterclass professionali previste all’interno di World Cheese Capital saranno quindi uno strumento per condividere competenze, esperienze e visioni, mettendo in relazione prodotti, territori e professionisti.

È un tassello importante del posizionamento di B2Cheese. L’incoming buyer lavora sul business diretto; World Cheese Capital lavora sulla reputazione, sulla cultura professionale e sulla capacità di rendere il formaggio italiano riconoscibile in un confronto internazionale.

Un format verticale per operatori

B2Cheese si svolgerà il 23 e 24 settembre 2026 alla Fiera di Bergamo. Il format prevede due giornate B2B, con 9mila metri quadrati tra spazi espositivi, galleria e area congressi. La manifestazione, arrivata alla quarta edizione, si conferma come appuntamento verticale per operatori del settore lattiero-caseario.

“Siamo molto orgogliosi di aver promosso già dal 2019 la prima fiera in Italia per operatori dedicata alla promozione del prodotto del casaro, il formaggio, e della sua filiera di produzione”, ha dichiarato Carlo Conte, Project Manager B2Cheese. Per Conte, la fiera rappresenta “un’opportunità unica per i rivenditori e i distributori di apprezzare e valutare in un contesto eccellente tanta varietà di prodotti lattiero-caseari italiani e stranieri”.

La nuova edizione si muove quindi su tre direttrici: business, internazionalizzazione e cultura professionale del formaggio. In un mercato in cui l’export italiano continua a crescere, ma la concorrenza internazionale è sempre più forte, la sfida non è soltanto vendere di più. È costruire relazioni, consolidare il valore dei territori e portare il formaggio italiano dentro reti professionali capaci di generare sviluppo.