MD chiude il 2025 a 3,8 miliardi di ricavi e rafforza la private label. La rete sale a 785 punti vendita
MD chiude il 2025 con ricavi pari a 3,8 miliardi di euro, in crescita del 2%, e un rafforzamento dei principali indicatori economici e patrimoniali. Il valore generato netto aumenta dell’8%, mentre la marginalità sale al 6,43%, rispetto al 6,09% dell’esercizio precedente. Il patrimonio netto supera i 692 milioni di euro, con un incremento del 12%, e l’utile netto raggiunge 97,5 milioni di euro, in aumento del 2,65% rispetto al 2024.
Per il settore agroalimentare, il dato va letto soprattutto dal punto di vista della distribuzione. MD conta oggi 785 punti vendita in tutte le 20 regioni italiane, 82 marchi private label e 2.368 prodotti a marchio. La crescita della rete e il rafforzamento dell’offerta a marchio del distributore confermano il peso crescente del discount evoluto nel rapporto tra industria alimentare, fornitori e consumatore finale. In particolare, il dato sul made in Italy è significativo: il 95% degli acquisti food proviene da fornitori italiani.
Podini: “Efficienza e attenzione ai bisogni delle famiglie”
“Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti in un contesto competitivo che continua a richiedere efficienza, capacità di adattamento e attenzione costante ai bisogni delle famiglie”, dichiara Patrizio Podini, presidente e fondatore di MD. “Guardiamo al futuro con la solidità di un’azienda che da oltre trent’anni cresce mantenendo saldi i propri valori fondanti e mettendo sempre il consumatore al centro della propria strategia”.
Nel corso dell’anno l’insegna ha proseguito gli investimenti su rete vendita, format dei punti vendita e valorizzazione delle persone. La direzione è indicata anche da Maria Luisa Podini, amministratore delegato di MD: “Prosegue l’attuazione del nostro piano industriale, focalizzato sulla riqualificazione della rete vendita, sull’evoluzione del format dei punti vendita e sul rafforzamento della nostra private label, sempre più centrale nella relazione di fiducia con il consumatore e coerente con la nostra promessa della buona spesa non solo a parole”.
Private label e fornitori italiani, un nodo per la filiera
Il rafforzamento della private label è uno degli aspetti più rilevanti per l’industria alimentare, compreso il lattiero-caseario. Quando un’insegna con quasi 800 punti vendita aumenta il peso dei propri marchi, cambia anche il modo in cui vengono costruiti assortimenti, prezzi, volumi e relazioni con i fornitori. Per molte aziende di produzione, la marca del distributore rappresenta un canale importante, ma richiede efficienza, capacità industriale e continuità qualitativa.
Per le filiere agroalimentari, il tema non è solo vendere alla Gdo, ma capire come inserirsi in un modello in cui convenienza, qualità percepita, origine e private label convivono sempre più strettamente.
Energia, spreco alimentare e formazione
MD ha proseguito anche il percorso di efficientamento energetico e riduzione dell’impatto ambientale su punti vendita e piattaforme logistiche. Nel 2025 oltre il 52% dell’energia acquistata proviene da fonti rinnovabili; gli impianti fotovoltaici attivi sui punti vendita sono 73, mentre le colonnine di ricarica elettrica installate, pianificate o operative sono 148.
Sul fronte dello spreco alimentare, l’insegna dichiara 2.678 tonnellate di rifiuti alimentari evitati e oltre 763mila euro donati attraverso il progetto Goodify. L’azienda ha inoltre destinato oltre 2,3 milioni di euro al miglioramento degli spazi urbani collegati ai punti vendita e ha erogato oltre 83mila ore di formazione ai collaboratori, di cui quasi 49mila dedicate a salute e sicurezza sul lavoro. Le persone impiegate dal gruppo hanno raggiunto quota 9.774.
“La sostenibilità è ormai una parte integrante del nostro modello di business e richiede ogni anno investimenti concreti e continui”, aggiunge Maria Luisa Podini. “Siamo orgogliosi di essere parte di una grande comunità composta da collaboratori, clienti e fornitori che condividono quotidianamente il nostro impegno nel generare valore diffuso per il territorio e per le comunità in cui operiamo”.
