Alimentazione e malattia: il progetto Inalpi con l’Ospedale San Luigi Gonzaga
Consentire un’adeguata alimentazione anche ai pazienti più complicati, per i quali è necessario mantenere un corretto apporto calorico durante tutte le fasi della malattia, garantendo anche la gradevolezza della loro dieta: è questo l’obiettivo del progetto sperimentale condotto in collaborazione fra Inalpi e l’Azienda Ospedaliera San Luigi Gonzaga di Orbassano (in foto), che riguarda in particolare i pazienti affetti da fibrosi cistica, malati oncologici e nefrologici.
Tre categorie di pazienti che sono state individuate proprio per la connessione particolarmente stretta fra alimentazione e benessere psicofisico, che presentano difficoltà specifiche a causa dello sviluppo della malattia e delle terapie cui sono sottoposti.
Da questi presupposti ha preso avvio il progetto di collaborazione per la realizzazione di un prodotto caseario con determinate caratteristiche nutrizionali e un bilanciamento tra micro e macro nutrienti adeguato alle caratteristiche delle patologie, senza comprometterne il gradimento. Il progetto prevede una prima fase di elaborazione del prodotto alimentare nei laboratori In-LAb Solutions – centro Ricerca e sviluppo dell’azienda di Moretta (Cn) e una seconda fase di valutazione della compliance all’assunzione del trattamento e della gradibilità nei reparti del San Luigi coinvolti nel progetto.
Invernizzi (Inalpi): “Il proseguimento del percorso di valorizzazione di una materia prima tanto complessa quanto ricca e unica come il latte”
“Sull’onda della nostra esperienza lavorativa quotidiana – specifica Marco Tinivella, Responsabile della struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano – consapevoli delle difficoltà, in alcune situazioni patologiche, a mantenere un’adeguata alimentazione, abbiamo immaginato la possibilità di mettere a disposizione dei pazienti un alimento che migliorasse questa condizione. Un alimento che sia gradito e piacevole come palatabilità e quindi facile da assumere, ben tollerato, adeguato sotto il profilo nutrizionale e, soprattutto, con un favorevole risvolto positivo per l’aspetto psicologico di restituire a queste persone la possibilità di mangiare in modo normale, sperando così di migliorare la loro qualità della vita”.
“L’avvio di questo progetto rappresenta il proseguimento del percorso di valorizzazione di una materia prima tanto complessa quanto ricca e unica come il latte”, afferma Ambrogio Invernizzi, presidente Inalpi. “La nostra storia recente è legata ad una filiera corta e controllata che fornisce latte di alta qualità. Ed è proprio partendo dalla filiera che vogliamo immaginare un utilizzo sempre più completo del latte, anche attraverso la realizzazione di progetti che vadano oltre il suo uso tradizionale e, attraverso processi innovativi come quelli che stiamo sperimentando con InLab, si possa arrivare alla realizzazione di prodotti funzionali, alimenti cioè in grado di apportare benefici e nutrizione”.
I bisogni nutrizionali dei pazienti coinvolti nel progetto
Fibrosi Cistica: i pazienti hanno un elevato fabbisogno proteico e calorico e presentano spesso un ma-lassorbimento legato alla patologia. Quindi, per rendere adeguato il regime nutrizionale, spesso l’alimentazione naturale deve essere integrata con una dieta apposita e con l’aiuto di integratori.
Oncologia: l’alimentazione è particolarmente difficile per le alterazioni che interessano le funzioni deglutitoria e digerente, modificate dalla patologia e dalle terapie assunte chimiche e fisiche.
Nefrologia: il paziente affetto da Insufficienza renale cronica e sottoposto a trattamento dialitico è a elevato rischio di malnutrizione. La possibilità di soddisfare l’apporto proteico e calorico con un ridotto contenuto di fosforo è molto complessa e spesso produce una carenza nutrizionale.
