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B2Cheese 2022 si conferma punto di riferimento per la filiera. In aumento anche i buyer esteri

B2Cheese 2022 chiude i battenti registrando una buona risposta da parte di operatori e buyer: 2.600 gli ingressi registrati nelle giornate di giovedì 29 e venerdì 30 settembre alla Fiera di Bergamo, con un incremento del 4% rispetto alla prima edizione, nel 2019. In fiera i compratori si sono visti: grandi operatori e buyer giunti a Bergamo da tutta Italia e da oltre 40 paesi stranieri, tra cui Giappone e Stati Uniti, grazie all’incoming operato da Ice. Il salone nazionale del formaggio organizzato da Promoberg e dedicato esclusivamente alla filiera lattiero casearia, ha ben rappresentato le esigenze degli operatori del primo settore per fatturato complessivo (17 miliardi) dell’industria alimentare italiana. Un giro fra gli stand conferma l’apprezzamento degli operatori, soddisfatti per gli incontri con buyer e compratori internazionali e piacevolmente sorpresi dall’andamento della fiera. Due giorni a tutto business con una spesa contenuta rispetto ad altri appuntamenti fieristici e contatti altamente profilati. Molto soddisfatti anche i buyer che, finalmente, possono contare su una manifestazione nella quale trovare esattamente i prodotti cui sono interessati, senza dispersioni o perdite di tempo. Tutti sotto uno stesso padiglione, dai grandi ai piccoli, e tutti i formaggi in bella evidenza, con il tempo necessario per assaggiare a approfondire. Visto l’ottimo andamento e i commenti registrati durante la manifestazione, gli organizzatori puntano alla qualifica di ‘internazionale’ già a partire dalla prossima edizione, in programma nel 2024. Nella speranza che tutta la filiera sappia cogliere la grande occasione rappresentata dall’unico salone B2B dedicato ai formaggi in Italia, sulla scorta del celebrato Salon du Fromage, che si svolge ogni due anni in Francia.

B2Cheese 2022, un ruolo chiave per i player del settore

Molte le autorità e i rappresentanti del settore lattiero-caseario intervenuti, a sottolineare quanto fosse atteso il ritorno della manifestazione, soprattutto in un contesto come quello attuale, molto complicato sul fronte economico, tanto da mettere a dura prova la tenuta di molte aziende del settore. Tutti gli interventi hanno evidenziato la bontà del progetto, favorito anche dalla collocazione di Bergamo e della sua fiera nello scacchiere della mobilità europea, con il plus dell’aeroporto di Orio al Serio. “La seconda edizione di B2Cheese ha confermato la bontà del progetto”, sottolinea Luciano Patelli, presidente di Promoberg, società che gestisce il polo fieristico. “Il nostro salone ha rappresentato infatti nel migliore dei modi le esigenze della filiera lattiero casearia, la più importante dell’industria alimentare del nostro paese. Dopo l’ottima adesione da parte delle imprese (oltre un centinaio, tutte di alto profilo) e delle istituzioni, è arrivato anche quella da parte di operatori, distributori e buyer, giunti da tutta Italia e (in aumento rispetto alla prima edizione), da oltre 40 nazioni straniere. B2Cheese ha consentito di creare e sviluppare nuovi business, ancora più importanti davanti alle sfide globalizzate e al contesto economico attuale molto complicato a causa della guerra in Ucraina”.


“La seconda edizione è stata un banco di prova molto importante che B2Cheese ha superato alla grande – sottolinea Francesco Maroni, presidente progetto Forme e associazione Cheese Valleys – Le Tre Signorie -. Piace molto il format ‘verticale’, che riunisce allo stesso tavolo in sole due giornate tutti i protagonisti chiamati in causa: istituzioni, associazioni, consorzi, produttori, distributori, sino al negozio specializzato di quartiere. Le realtà presenti, di altissimo profilo e ben rappresentative della filiera, hanno lavorato tutte molto bene. Grande risposta anche da parte di operatori, distributori e buyer, compresa tutta la grande distribuzione organizzata (Gdo). Ottima risposta e tanti apprezzamenti anche per la nutrita parte convegnistica, che ha consentito di affrontare i temi più ‘caldi’ del settore. I tanti arrivi dall’estero confermano che siamo sulla strada giusta per diventare già dalla prossima edizione nel 2024 un evento di livello internazionale. Come ha sottolineato Roberto Luongo (direttore generale di Ice), B2Cheese ha tutte le carte in regola per diventare un appuntamento di riferimento anche a livello europeo: una ‘casa della filiera lattiero-casearia italiana’ da promuovere nel mondo”.

”Al termine di due giornate molto intense, sia tra gli stand sia al centro congressi (con numerosi convegni e workshop dedicati alle tematiche più attuali e importanti del settore) – osserva Alberto Gottardi, Ceo PG&W e vicepresidente progetto Forme -, è emersa chiaramente la necessità di rafforzare le sinergie e ampliare a 360 gradi le collaborazioni tra tutti gli attori della filiera lattiero-casearia: B23Cheese ha dimostrato con i fatti di riuscire a soddisfare tali esigenze e obiettivi, di essere un punto di riferimento d’eccellenza per tutta la filiera lattiero-casearia. Prima con il progetto Forme e poi con B2Cheese, Bergamo ha iniziato da diversi anni un percorso a sostegno della filiera lattiero-casearia che ha consentito di tagliare dei traguardi davvero molto importanti e significativi Grazie alle Cheese Valleys Orobiche, nel 2019 Bergamo ha ottenuto il riconoscimento di ‘Città Creativa Unesco per la Gastronomia’; nel 2021, insieme alle Città Creative per la Gastronomia di Parma e Alba, Bergamo ha fondato il Distretto della Gastronomia Italiana. B2Cheese vuole capitalizzare tale importante patrimonio, sviluppando tutte le sinergie necessarie”.

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