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Inalpi premiata da UNHCR per l’impegno a favore dell’integrazione lavorativa dei rifugiati

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, ha conferito ieri – lunedì 13 giugno 2022 – presso il Campidoglio alla presenza del Sindaco di Roma – Roberto Gualtieri – e del Ministro del Lavoro Andrea Orlando – a 107 grandi, piccole e medie imprese e a 41 organizzazioni della società civile i loghi Welcome e WeWelcome per il biennio 2020/2021, per il loro impegno a favore dell’integrazione lavorativa dei rifugiati. Ed è con grande onore che Inalpi ha ricevuto il logo Welcome. Working for refugee integration per l’anno 2020-21, ritirato da Matteo Torchio – Responsabile Marketing & Comunicazione – come riconoscimento dell’impegno dimostrato nella promozione di interventi specifici per l’inserimento lavorativo dei rifugiati. 

“Siamo fieri che il nostro lavoro abbia suscitato l’interesse dell’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati, che ci ha voluti premiare con un riconoscimento che ci onora e che ci conferma che la strada che Inalpi sta percorrendo è quella giusta, per noi, per il nostro territorio e per la nostra comunità”, ha commentato Matteo Torchio ritirando il premio.

Già nel 2019 UNHCR aveva attribuito all’azienda di Moretta lo stesso riconoscimento per il lavoro svolto nel progetto attuato in collaborazione con l’Associazione Papa Giovanni XXIII, per l’inclusione nel mondo del lavoro, di giovani profughi e ragazze vittime di tratta.

Il premio, giunto alla sua quarta edizione, valorizza il grande impegno del mondo delle imprese nei confronti dei rifugiati. Cresciuto nel numero di imprese partecipanti, oggi Welcome – Working for refugee integration non rappresenta solo un premio, ma un vero e proprio programma di inclusione lavorativa.

Un evento per il quale anche il Presidente Inalpi – Ambrogio Invernizzi – ha voluto esprimere la propria soddisfazione: “Siamo convinti che, come imprenditori, abbiamo delle responsabilità, fare impresa non può significare solo fare profitto, ma vuole anche dire pensare al territorio in cui lavoriamo quotidianamente, alla sua comunità, alle generazioni di domani, per costruire insieme un futuro. Ci è quindi sembrato importante creare delle opportunità anche per ragazzi che hanno avuto storie complesse alle spalle, perché siamo convinti che il lavoro sia dignità, riscatto e renda le persone libere”.

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