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Sentenza Brazzale, parlano i protagonisti. Roberto Brazzale: “E’ un primo successo, perché afferma che esiste una gamma di formaggi grana che comprende anche prodotti diversi dal Grana Padano Dop”

Anche Roberto Brazzale (in foto), che guida il gruppo vicentino citato in giudizio dal Consorzio di tutela del Grana Padano, commenta la sentenza Brazzale pronunciata dalla sezione imprese del Tribunale di Venezia in merito alla genericità del termine grana. Precisando, innanzitutto, che la contestazione è per l’uso sporadico della parola grana nel corso di alcune interviste e non riguarda il termine Gran Moravia, né le informazioni presenti sul packaging e sulle etichette, la cui correttezza e trasparenza non è stata messa in discussione dai giudici.

“Sebbene la sentenza abbia sanzionato Brazzale Spa riteniamo comunque di aver ottenuto un primo successo perché, grazie all’imponente mole probatoria da noi prodotta, la stessa sentenza ha finalmente affermato che esiste una gamma di formaggi grana che comprende anche prodotti diversi dal Grana Padano DOP, quale il Parmigiano Reggiano”, esordisce Roberto Brazzale. Secondo l’imprenditore, la sentenza Brazzale ha diverse implicazioni: “Si tratta di una autentica rivoluzione: portata alle sue logiche conseguenze, la sentenza del Tribunale di Venezia pare aprire la strada affinché altri formaggi, diversi dal Grana Padano Dop, purché prodotti nel nord Italia, possano usare il nome ‘grana’”.

Commentando la sanzione addebitata all’azienda, Brazzale aggiunge: “Ci è stata comminata per aver usato le stesse parole che pare utilizzare la sentenza per descrivere Gran Moravia, quando afferma che ‘in giudizio non è contestato che ‘Gran Moravia’ sia formaggio a pasta dura pressata, appartenente alla famiglia dei formaggi di grana in ragione delle sue caratteristiche chimico-nutrizionali o in ragione delle modalità di sua produzione’. E si basa sull’opinione dei giudici secondo la quale il libero uso della parola sarebbe limitato ai grana prodotti nel nord Italia, mentre la nostra Filiera Ecosostenibile si estende a cavallo delle Alpi, tra l’Italia e la Repubblica ceca. Non possiamo condividere le conclusioni del tribunale e pertanto impugneremo la sentenza in ogni sede, eventualmente anche ricorrendo alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea”.

Continua Brazzale: “La sentenza afferma che il termine grana non può essere considerato ‘generico’ ai sensi del regolamento Ue 1151/2012 sulle Dop. Non siamo d’accordo. A nostro parere, infatti, il predetto regolamento è inequivocabile: se una denominazione di origine protetta contiene il nome di un prodotto considerato generico, l’uso di tale nome generico è libero, come avviene pacificamente ad esempio con mozzarella, provolone o pecorino. E se il nome in questione non è un nome geografico di cui si discuta se è diventato o meno generico, come “edam” o “gouda”, ma è generico per sua natura perché identifica il risultato di una precisa tecnologia come quella dei formaggi grana, generico lo è sempre stato e sempre lo sarà, e lo è ogni volta e ovunque quella tecnologia la si usi, senza che abbia senso una limitazione territoriale”.

Gran Moravia, conclude Brazzale, non ha mai cercato di evocare la Dop Grana Padano: “Si può addirittura affermare che tutto il lavoro svolto dalla nostra azienda negli ultimi vent’anni è stato andare oltre il modello Dop, ritenuto limitativo, e comunicare questa differenza nel modo più chiaro. Modelli innovativi ecosostenibili e di respiro europeo come Gran Moravia già vincono sullo scaffale, perché incontrano le sensibilità più moderne del mercato”.

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