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Sentenza Brazzale, parlano i protagonisti. Stefano Berni (Grana Padano): “Il termine grana è associabile esclusivamente al Grana Padano”

Dalle parti di Desenzano del Garda, storica sede del Consorzio di tutela del Grana Padano, la soddisfazione per la ‘sentenza Brazzale‘ pronunciata dal tribunale di Venezia è tanta. “Ancora una volta una sentenza tutela la denominazione d’origine protetta ‘Grana Padano’ nella sua indissolubile unicità”, scrive l’ente di tutela in una nota, diffusa dopo aver ricevuto notizia della decisione della sezione specializzata in materia d’impresa del tribunale lagunare, pronunciata il 25 maggio 2022 e depositata il 9 giugno.

“Salutiamo con grande soddisfazione la sentenza. Come da sempre sostenuto dal Consorzio, grazie anche alla sentenza della Corte di Giustizia Ue del 2007, il termine Grana, tra i formaggi, è associabile esclusivamente al Padano. Perciò Grana è solo Padano”, sottolinea Stefano Berni (in foto), direttore generale del Consorzio di tutela che ha deciso di portare la vicenda in tribunale, a proposito del pronunciamento dei giudici veneziani. Per il direttore generale c’è anche un altro motivo di soddisfazione per la sentenza Brazzale: “Ogniqualvolta il Consorzio è indotto ad adire le vie legali a tutela della denominazione Grana Padano Dop – aggiunge Berni – sempre trova ragione, nei Tribunali a cui si deve rivolgere”.

Nel 2021 sono state prodotte oltre 5,2 milioni di forme di Grana Padano, che è “il prodotto Dop più consumato al mondo”, come recita la comunicazione del Consorzio. Conclude Berni: “Il Grana Padano è un prodotto che gode di molto successo tra i consumatori italiani ed esteri e per tale motivo è troppo spesso imitato o soggetto ad azioni protese a far confondere prodotti diversi e meno pregiati con il Grana Padano. Ma come il Grana Padano c’è solo il Grana Padano”.

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