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Ismea: l’export sostiene il lattiero caseario italiano. E i duri trainano i prezzi

Pubblicato il Report Agrimercati di Ismea, che analizza le principali dinamiche del settore agroalimentare italiano nel 4° trimestre 2021. Per quanto riguarda il mercato lattiero caseario nazionale si è registrata una dinamica positiva nel 2021, sostenuta soprattutto dalle esportazioni, cresciute del +3,6% in valore, anche in conseguenza delle progressive riaperture post-Covid della ristorazione estera e della rimozione dei dazi negli Stati Uniti.

Export in crescita del 2,6%, a valore per il lattiero caseario. I duri trainano la risalita dei prezzi

Le esportazioni di formaggi e latticini sono cresciute del 2,6% in valore e dell’1,3% in volume, imprimendo una spinta positiva sui listini nazionali: in base all’Indice Ismea, i prezzi all’origine del lattiero caseario sono complessivamente aumentati del 6,4% tra il 2021 e il 2020, trainati proprio dai formaggi duri (+11%). La risalita dei prezzi dei principali formaggi italiani è proseguita nell’ultimo trimestre 2021, in particolare per il Parmigiano Reggiano, attestato a 10,47 euro/kg, con una variazione di oltre il +7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Meno marcato il trend positivo del Grana Padano, che ha raggiunto nel quarto trimestre una quotazione media di 7,06 euro/kg (+0,6% su base tendenziale).

Burro in forte rialzo. Latte, prezzi in recupero

Forte spinta al rialzo anche per il burro, con listini più che raddoppiati nell’ultima frazione dell’anno sulla scia delle dinamiche continentali e delle maggiori richieste dell’industria dolciaria nazionale. Negli ultimi tre mesi dell’anno anche i prezzi del latte bovino alla stalla hanno fatto registrare un certo recupero, raggiungendo in media, secondo Ismea, i 39,8 euro/100 litri (+8,5% su base tendenziale, pari a circa 3 euro/100 litri in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), a fronte di una ulteriore crescita della produzione nazionale di latte che, secondo i dati Agea riferiti all’anno solare, ha superato i 13 milioni di tonnellate (+3% rispetto al 2020).

Cala del 33%, in Italia, l’import di latte in cisterna

Il progressivo incremento dell’autosufficienza nazionale ha determinato, allo stesso tempo, un forte calo delle importazioni di latte in cisterna nel corso del 2021 (-33% rispetto al 2020). Gli allevamenti nazionali, tuttavia, si sono scontrati con la forte spinta inflazionistica che ha interessato i prezzi degli input produttivi, saliti 13,2% nel quarto trimestre 2021 in base all’Indice Ismea dei prezzi dei mezzi correnti degli allevamenti bovini da latte), soprattutto per quanto riguarda i mangimi e i prodotti energetici (indice su base tendenziale rispettivamente +18,4% e +28,5%).

Consumi interni: in calo la spesa per il lattiero caseario (-4,1%). Tengono i formaggi

Sul fronte della domanda interna, alla progressiva ripresa del canale Horeca si è contrapposta la flessione della spesa domestica per i prodotti lattiero caseari (-4,1% rispetto al 2020), con una brusca diminuzione che ha investito tutti i segmenti merceologici in corrispondenza di un generalizzato aumento dei prezzi al consumo (in media +2%). Mentre per la maggior parte dei prodotti del lattiero caseario la tendenza negativa è il risultato di un riassestamento dopo gli anomali incrementi del 2020, per il latte fresco si è registrato nel 2021 l’ennesimo calo consecutivo (spesa -4% rispetto al 2020). Per i formaggi, invece, pur essendo in contrazione rispetto all’anno precedente, la spesa del 2021 è rimasta su livelli superiori a quelli pre-Covid, soprattutto per i freschi, rappresentati in buona parte dai latticini, e per i duri. Nei prossimi mesi, la temuta spinta inflazionistica sui prezzi dei prodotti alimentari, potrebbe tuttavia influenzare negativamente anche gli acquisti delle famiglie per i lattiero caseari, soprattutto con riferimento ai segmenti di fascia alta. E sempre sul fronte della domanda, i positivi risultati messi a segno sui mercati esteri potrebbero essere ridimensionati a causa degli inasprimenti dei costi di carburanti e trasporto.

2021 entusiasmante per il Pecorino Romano

Per quanto riguarda il settore ovicaprino, il Pecorino Romano ha chiuso un 2021 entusiasmante con i prezzi gradualmente saliti e uno sprint deciso proprio a fine anno, che lo hanno portato a 9,70 euro/kg all’ingrosso, soprattutto grazie ai risultati conseguiti sui mercati esteri. Con l’attenuarsi dell’emergenza pandemica e la ripresa dei flussi verso gli Stati Uniti, le esportazioni di pecorino hanno, infatti, registrato nel 2021 una significativa ripresa (+13% in valore rispetto al 2020) in corrispondenza di una notevole risalita anche dei prezzi. Per il latte ovino, dopo un inizio campagna brillante in cui in Sardegna è stato superato il livello di 1,10 euro/litro, il prezzo alla stalla ha iniziato progressivamente a calare nei mesi di novembre e dicembre, proprio mentre i pastori hanno dovuto fronteggiare un significativo aumento dei costi delle materie prime.