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Bene i formaggi Ue in Giappone, a gennaio. In Nuova Zelanda manca il latte per l’export

L’analisi Assocaseari del report di Trade Data Monitor mostra un gennaio 2022 positivo per i formaggi Ue in Giappone, nonostante il calo dell’importazione da altri mercati. In Nuova Zelanda, invece, le esportazioni sono caratterizzate dalla minor disponibilità di latte e da un conseguente calo dei volumi.

Giappone: import di formaggi in calo del 10%. Ma non dalla Ue

In Giappone, frenata per le importazioni di formaggi a gennaio 2022, calate del 10% rispetto allo stesso mese del 2021, con perdite per quasi tutti i fornitori, in particolare Regno Unito, -58%, e Australia, -21%, con un trend cominciato nel 2021. La quota di mercato della Ue, invece, pari al 42% del formaggio totale importato in Giappone, è rimasta invariata. Anche l’import di burro è calato, -28% nel confronto con gennaio 2021, con il principale fornitore, la Nuova Zelanda, che diminuisce del 50% i quantitativi spediti in Giappone. In crescita le importazioni di lattosio, +8% genn.’22/genn.’21, grazie all’aumento dei volumi in arrivo dagli Stati Uniti (+46% genn.’22/genn.’21).

Nuova Zelanda: polveri, in calo i volumi. Valore a +8,5%

Il 2022 è iniziato con una minore disponibilità di latte per l’esportazione, in Nuova Zelanda. Il Paese, a gennaio, ha registrato le spedizioni di Wmp più basse dal 2011 e quelle di Smp dal 2009. Sebbene la Cina rimanga il mercato principale, le esportazioni continuano a diminuire. Nonostante il calo dei volumi, il valore della polvere spedita a gennaio 2022 è aumentato dell’8,5% rispetto allo stesso mese del 2021, un chiaro segnale della tensione del mercato.

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