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Brexit, in Uk la richiesta dell’origine del singolo stato Ue per i prodotti esportati

Novità per l’export europeo verso il Regno Unito nel post Brexit. Dall’8 febbraio, infatti, le dogane britanniche chiedono un nuovo adempimento, nonostante sia in contrasto con l’Accordo di libero scambio concluso tra il Regno Unito e l’Unione europea, segnala Italia Oggi. La novità sta creando molta preoccupazione per le imprese esportatrici e l’intera filiera logistica. Con una comunicazione ufficiale, infatti, le dogane inglesi hanno introdotto l’obbligo di indicare l’origine specifica del singolo stato Ue per i prodotti esportati e non il solo riferimento all’Unione europea come prevede la normativa comunitaria. La comunicazione dell’HM Revenue & Customs, l’autorità doganale britannica, comporta che le imprese non possano più indicare l’origine Ue dei prodotti ma debbano indicare il Paese membro dell’Unione da cui provengono i beni esportati, diversamente da quanto previsto dall’Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra Ue e Uk. La notizia ha messo in allarme gli operatori italiani perché non è chiaro come la nuova disposizione vada applicata nell’invio della documentazione doganali nel sistema Chief (Customs Handling of Import and Export Freight), il portale utilizzato per registrare il movimento delle merci e gestire elettronicamente le procedure doganali.

Per quanto riguarda il sistema Cds (Customs Declaration Service), ossia il sistema in vigore per presentare le dichiarazioni doganali in Regno Unito, sebbene sia ancora formalmente possibile utilizzare il codice Ue, la Dogana consiglia tuttavia di indicare già l’origine del singolo Stato membro, in attesa dell’implementazione del divieto della marcatura dell’origine Ue anche in tale portale, spiega Italia Oggi. L’indicazione della Dogana britannica, estranea allo spirito e alle norme del Trade and Cooperation Agreement, che identificano la Ue come soggetto unico, mettendo in difficoltà tutti gli operatori che esportano prodotti comunitari, ma non interamente ottenuti in un singolo Paese Ue, i quali si ritrovano, pertanto, nell’incertezza con riferimento all’origine da indicare nei documenti doganali per le operazioni con il Regno Unito. Un eventuale errore nell’indicazione dell’origine dello Stato Ue non dovrebbe, tuttavia, portare all’applicazione di dazi nel caso in cui non venga contestata l’origine Ue delle merci, unica condizione richiesta per poter fruire dell’agevolazione fiscale alla Dogana Uk. Ma i dubbi da chiarire sono ancora molti ed è probabile che la decisione del governo britannico non sia stata comunicata a Bruxelles e che possa diventare oggetto di revisione. Senza dubbio sarà importante per la Ue cercare di ritornare nei termini dell’accordo di libero scambio siglato con l’Uk, vista la già difficile situazione per l’export post Brexit.

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