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Cina: 2021 in forte crescita per tutti i prodotti lattiero caseari. O quasi

Buone notizie dalla Cina. Se le importazioni sono in negativo a dicembre per le polveri, nel confronto con gli elevati volumi acquistati nello stesso mese 2020, in compenso è aumentato l’import di formaggio, burro, panna e lattosio.

Male solo l’infant formula: le importazioni dalla Cina calano del 22%, nel 2021

Tracciando un bilancio dell’anno appena trascorso, nel 2021, secondo l’analisi Assocaseari del Trade Data Monitor, in Cina si è registrata una forte crescita per quasi tutte le categorie di prodotti, tranne che per l’infant formula.
Nonostante il rallentamento di fine anno, le importazioni di Wmp nel 2021 hanno raggiunto livelli mai visti prima, sfiorando le 850mila Tons. Per la prima volta, la merce proveniente dalla Nuova Zelanda è scesa sotto il 90% del totale, mentre quella di origine uruguaiana è più che raddoppiata, raggiungendo il 4,5% della domanda di importazione cinese.

Le importazioni di Smp hanno superato la soglia delle 400mila Tons, essendo aumentate del 27% nel confronto fra 2021 e 2020. I quantitativi provenienti dagli Usa sono aumentati quasi del 100%, di conseguenza tutti gli altri fornitori hanno perso quote di mercato. La Ue ha coperto il 31% delle importazioni.
Nel 2021 gli Stati Uniti sono diventati nuovamente il principale fornitore di siero per la Cina, dopo una pausa di due anni causata dalle dispute commerciali, e raggiungono il 40% di prodotto importato; segue la Ue con il 38% del mercato.

Le importazioni di infant formula sono destinate a restare un ricordo e ad essere sostituite con quelle di ingredienti, dato che la politica cinese sostiene fermamente la produzione interna e rende sempre più difficile la registrazione e l’approvazione dei fornitori e dei marchi di Paesi terzi. Nel 2021, l’import di infant formula è calato del 22% rispetto al 2020 e la quota di mercato della Ue rimane invariata a circa il 70%.

Le importazioni di formaggio sono aumentate del 36% rispetto al 2020. Il principale fornitore è la Nuova Zelanda, seguita dalla Ue e dall’Australia, che essendo cresciuta dell’86% detiene il 15% delle quote di mercato. Le importazioni di burro sono aumentate del 14% nel confronto con il 2020, avvicinandosi alla soglia delle 100mila tonnellate. La Nuova Zelanda fornisce ancora il 75% della merce, ma la rappresentanza della Ue in questo segmento sta crescendo leggermente (17%).

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