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Vitamina D, l’alleato del sistema immunitario di cui è ricco il burro

Si è fatto un gran parlare, negli scorsi mesi, di due sostanze presenti in quantità importanti nel burro e nei formaggi: la vitamina D e la lattoferrina. Entrambe rivestono un ruolo fondamentale per la salute in virtù della capacità di accrescere la risposta immunitaria dell’organismo e per la loro efficace azione antivirale. Caratteristiche che, ovviamente le hanno rese particolarmente interessanti di fronte al Covid. E così, nel 2020, è scattata la caccia all’integratore, come qualsiasi farmacista può ben documentare. Con la lattoferrrina, in particolare, schizzata a prezzi mai visti e spesso anche difficile da trovare.

Inserendo nella dieta quotidiana i cibi che la contengono, come il burro, si può raggiungere circa il 20% del fabbisogno giornaliero di vitamina D.

La via più semplice è nel piatto 

Come spesso succede, però, queste indicazioni mediche si sono trasformate nella caccia all’integratore fai da te, per la gran parte dei casi assunto nei modi e nelle dosi trovate su qualche pagina Facebook o in un video di Tik Tok. Niente di più sbagliato: la prima via per integrare sostanze importanti per il nostro benessere e la salute è scegliere con cura ciò che mettiamo nel piatto. E, dunque, scoprire quali cibi contengano in maggior quantità di quelle sostanze. Modulare l’apporto di nutrienti attraverso l’alimentazione è il modo più virtuoso di pensare a ciò che mangiamo e a come mantenerci in forma. E’ un approccio mentale, prima ancora che pratico, di cui già Ippocrate parlava ben 2.500 anni fa: “Fa che il cibo sia la tua medicina”. 

Il 20% del fabbisogno quotidiano si ricava dal cibo

Quello dell’assunzione di vitamina D è un tema importantissimo: se poca fa male, ma anche troppa non è bene. Presa in eccesso, infatti, può far male a fegato e reni. Per questo è fondamentale che la fonte di questa preziosa proteina sia in primo luogo il cibo. Inserendo nella dieta quotidiana i cibi che la contengono, si può raggiungere circa il 20% del fabbisogno giornaliero di vitamina D. Ma quali sono questi alimenti? Assumere la vitamina D nelle dosi corrette è semplice e anche molto gustoso. In primis, il burro e la panna ne sono particolarmente ricchi. Questo significa che due fette biscottate imburrate per colazione o un bel pezzo di formaggio a pranzo diventano anche un ottimo modo di integrare la vitamina D: 100 grammi di burro ne contengono 60 unità mentre per il formaggio si può arrivare fino a 40. Tra le carni, quella di maiale e il fegato di manzo ne sono abbastanza ricche ma senza dubbio è il pesce l’alimento che, in assoluto, ne contiene di più. Nei vegetali, invece, il valore è molto più basso. Ne sono un po’ più ricche le verdure a foglia verde e i funghi champignons, ma comunque in quantità nettamente inferiori a quelle degli alimenti di origine animale. 

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