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Prezzo del latte: Lactalis taglia le penalità per novembre e dicembre

Non tutti i tavoli sono uguali. Mentre ancora si discute per cercare un metodo che consenta di trasferire il premio emergenza stalle agli allevatori, il mondo della trasformazione interviene direttamente sul prezzo del latte. Diversi industriali hanno deciso di offrire ai propri conferenti quel centesimo in più che, nell’accordo siglato al Mipaaf, spettava alla parte della trasformazione in caso di prezzo del latte a 36 centesimi. altri, come Lactalis Italia, intervengono in maniera indiretta, tagliando le penalità legate ai surplus produttivi per i mesi di novembre e dicembre. A darne notizia ai suoi fornitori è Italatte, controllata di Lactalis che si occupa degli acquisti di latte per il primo compratore italiano, con una missiva inviata il 25 novembre.

“Stiamo affrontando l’ultimo mese del 2021 e come sempre è arrivato il momento di fare un primo bilancio di questo anno”, esordisce Lactalis nella lettera ai conferenti, analizzando la difficile situazione economica. “Dobbiamo porre l’accento su una situazione di mercato mai vista in precedenza, caratterizzata dall’aumento dei costi di produzione ed altrettanto di quelli di trasformazione del vostro latte presso i nostri stabilimenti. Le nostre aziende stanno registrando aumenti a doppia cifra sia per quanto riguarda le materie prime ma anche per energia, trasporti e altri costi produttivi. Il nostro sistema di indicizzazione del prezzo del latte ha mostrato in questo anno una sostanziale coerenza rispetto all’andamento dei mercati internazionali, rilevando valori crescenti rispetto allo scorso anno anche se spesso superiori alla media di mercato”. La lettera prosegue poi entrando nel dettaglio della fornitura di latte. “Nonostante il contesto che le nostre aziende stanno gestendo, Italatte ha deciso di lanciare un segnale concreto e distensivo, proponendo di non applicare, limitatamente ai mesi di novembre e dicembre 2021, la decurtazione di prezzo prevista per i volumi eccedenti a quanto prodotto nell’anno 2020”. Novità anche per il nuovo contratto 2022. Resta, ovviamente, la programmazione dei volumi ma l’azienda propone ai conferenti di modificare il quantitativo latte base da produrre, prendendo a riferimento non più il 2020 ma, invece, quanto prodotto nel 2021.  Una modifica che, di fatto, assorbe l’aumento della produzione di latte registrato nell’anno in corso.

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