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Trade: mercato estero senza merce. In Italia poca domanda di latte

Il mercato trade, messo sotto la lente da Assocaseari, si dimostra anche questa settimana piuttosto scarico di merce, come la precedente. La doverosa premessa degli esperti è che dall’estero è molto difficile farsi fare delle offerte. Sul latte, le poche che si sentono, oscillano tra 0,45-0,47 euro/Kg reso nord Italia. La panna si muove a raggio molto più ampio e si parla di offerte tra 2,13 e 2,18 euro/Kg ma con anche punte che arrivano a 2,20 Euro/kg. Per lo scremato si parla di prezzo intorno a 0,27 euro/kg. L’espressione “si parla” non è casuale: si tratta sempre e solo voci di prezzi perché, come premesso, vista la bassissima disponibilità nessuno fa offerte sul mercato trade. I suddetti prezzi si intendono franco arrivo Nord Italia con un costo di trasporto che incide tra 5 e 10 euro/Ton. Il mercato nazionale del latte sta un po’ recuperando, ma senza entusiasmo, visto che la domanda non è poi così gasata. Latte crudo trattato tra 0,40 e 0,41 euro/kg, lo scremato intorno a 0,24 euro/kg e la crema nazionale di qualità fino a 4 centesimi sopra il bollettino, con pochissima disponibilità. Peccato perché qui la domanda ci sarebbe. I suddetti prezzi si intendono franco partenza.

Burro: cresce solo il bollettino olandese. Manca merce fresca sul mercato trade

L’unico bollettino del burro aumentato è quello olandese che, con +0,04, passa a 3,96 euro/kg. La Germania lascia invariato perché non vi sono stati scambi di burro bensì solo di crema, molto più redditizia per i produttori. Ed ecco che Kempten, se non ha contratti reali sul quale basarsi, preferisce lasciare invariate le quotazioni, confermando quindi il 3,95 euro/kg e il 4,04 euro/kg. Invariata anche la Francia a 4,075 euro/kg. La media a due questa settimana è di 3,977 euro/kg, quella a tre di 4,010 euro/kg. I listini dei tre burri non hanno niente a che vedere con il mercato reale che, non solo non offre merce fresca, bensì solo poca merce congelata di qualche mese intorno a 4,10 euro/kg per un burro di crema dell’Est Europa e intorno a 3,85-3,90 euro/kg per un burro di siero di ottima qualità. La Gdo tedesca sembra avere chiuso il prezzo del burro impacchettato, per settembre e ottobre, intorno a 4,20 euro/kg, sono però molti i fornitori che ancora non hanno chiuso, cercando di spuntare ulteriori 5/10 centesimi. D’ora in poi sarebbe più corretto usare il condizionale dal momento che la più grossa di queste catene ha chiesto ai suoi fornitori di non divulgare quanto concordato; fornitori felici da questa richiesta dal momento che spesso si sentivano richiedere lo stesso livello di prezzi da clienti meno interessanti.

Polveri: aumenti significativi per il latte

Consistenti, questa settimana, gli aumenti su tutte le tipologie di latte in polvere, soprattutto sul bollettino tedesco sono a volte anche più di 30 euro/Ton contro i 20 euro/Ton registrati in Olanda e in Francia. Ed ecco che cominciano a sentirsi alcune offerte a livelli decisamente esagerati, sul mercato trade. Siero: in Germania continua la tendenza al ribasso dell’alimentare e quello al rialzo dello zootecnico, mentre invece l’Olanda continua a seguire l’aumento e la Francia cambia completamente atteggiamento e dopo i ribassi della settimana scorsa, questa ha la freccia verde verso l’alto.

Formaggi: cresce il Pecorino Romano sulla piazza di Milano

Questa settimana, sui bollettini nazionali dei formaggi, si registra un calo di 0,05 euro delle quotazioni delle voci del Grana Padano stagionato 14 e 20 mesi a Mantova e un aumento di 0,10 euro delle quotazioni del Pecorino Romano a Milano. Quotazioni medie Ue in aumento per il Gouda a 3,32 euro/kg, l’Emmentaler a 4,84 euro/kg e il Cheddar a 3,25 euro/kg, stabili per l’Edamer a 3,30 euro/kg.

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