Taleggio Dop, export al 27% e nuovi linguaggi per ampliare le occasioni di consumo
Il Taleggio Dop chiude il 2025 con una produzione stabile e un posizionamento internazionale sempre più rilevante. Secondo i dati diffusi dal Consorzio Tutela Taleggio, la produzione annua ha raggiunto 8.722.371 chili, con un picco nel mese di ottobre, quando sono stati prodotti 911.444 chili. Il dato conferma la solidità della filiera, ma l’elemento più interessante riguarda l’export, che nel 2025 ha raggiunto 2.348.054 chili, pari a circa il 27% della produzione totale.
Per una Dop casearia a forte identità territoriale, la quota export è un segnale importante: indica che il Taleggio riesce a trovare spazio anche in mercati dove il prodotto deve essere spiegato, posizionato e distinto da altre categorie di formaggi molli o a crosta lavata. L’Europa resta il primo bacino di destinazione, con il 68,5% delle esportazioni, ma la crescita extraeuropea conferma il potenziale della denominazione.
Francia primo mercato, Stati Uniti riferimento extraeuropeo
La Francia si conferma il primo importatore di Taleggio Dop, con circa 496 tonnellate nel 2025 e una crescita del 6,4% rispetto al 2024. Nel solo quarto trimestre, il mercato francese ha assorbito 131.377 chili, in aumento del 3% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Alle spalle della Francia si colloca la Germania, con 303 tonnellate esportate nell’anno.
Tra i mercati europei emergono anche segnali interessanti da Paesi più piccoli ma dinamici: il Portogallo ha registrato nel quarto trimestre un incremento del 39% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre il Lussemburgo ha chiuso il trimestre con un aumento del 16%. Fuori dall’Unione europea, il mercato chiave resta quello statunitense: gli Stati Uniti hanno superato le 332 tonnellate esportate, confermandosi il principale sbocco oltreoceano.
“Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti nel 2025, che testimoniano la forza e la versatilità del Taleggio D.O.P. sul mercato globale”, ha commentato Lorenzo Sangiovanni, presidente del Consorzio Tutela Taleggio. “La nostra strategia di internazionalizzazione e innovazione continua a dare i suoi frutti, e siamo pronti a nuove sfide per consolidare il nostro brand come leader nel settore”.
Dalla tradizione alle nuove occasioni d’uso
Accanto ai dati produttivi e commerciali, il 2025 ha segnato anche un passaggio nella comunicazione della denominazione. Il Consorzio ha lavorato per rendere il Taleggio Dop più vicino a pubblici diversi e a contesti di consumo meno codificati, senza allontanarlo dalla sua identità. È una sfida comune a molte Dop casearie: valorizzare la tradizione senza trasformarla in un vincolo, soprattutto quando si parla a consumatori più giovani o a mercati internazionali meno abituati al prodotto.
In questa direzione si inserisce la collaborazione con Joe Bastianich nel format digitale “TaleJoe”, costruito attorno a un racconto più diretto e contemporaneo del Taleggio Dop. Alla stessa logica appartiene la cena-evento “Abbinamenti Audaci”, con ricette create dalla chef Dalia Rivolta, pensate per mostrare la versatilità del prodotto in contesti d’uso meno prevedibili.
Il percorso è proseguito con l’ingresso del Taleggio Dop nella cucina di MasterChef Italia, che ha portato il formaggio dentro un racconto televisivo ad alta visibilità, legato a creatività, tecnica e sperimentazione. Per il Consorzio, la presenza nel programma rappresenta un’occasione per mostrare come un prodotto Dop possa essere interpretato anche fuori dai codici più consueti, mantenendo riconoscibilità e valore.
Il caso Taleggio Dop racconta una traiettoria interessante per le denominazioni casearie italiane di media dimensione. La crescita non passa solo dall’aumento dei volumi, ma dalla capacità di presidiare meglio i mercati esteri, costruire occasioni d’uso nuove e aggiornare il linguaggio del prodotto. Con quasi un terzo della produzione destinato all’export, il Taleggio Dop si trova sempre più esposto alla competizione internazionale, ma anche a nuove opportunità di posizionamento.
