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Stati Uniti: crescono import ed export di formaggio, nel 2024

Burro e formaggio sono stati i protagonisti assoluti dello scambio commerciale fra gli Stati Uniti e il resto del mondo nel 2024, anche a novembre, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari. Sul fronte delle importazioni di burro, quello irlandese resta il fattore chiave nella crescita, sia a novembre che negli altri 10 mesi dell’anno 2024. Inoltre, è stato acquistato più burro dalla Nuova Zelanda, che copre il 21% del fabbisogno di importazione degli Stati Uniti. Nel complesso, la crescita dell’import di burro è stata del 90% rispetto allo stesso mese 2023 e del 42% dall’inizio dell’anno. Per quello che riguarda il formaggio negli Stati Uniti, invece, l’Unione Europea è stato il principale motore della crescita, sebbene si sia registrato un aumento anche dei fornitori secondari. Quanto alla crescita, è del 14% rispetto a novembre 2023 e dell’11% dall’inizio del 2024.

Le esportazioni degli Stati Uniti, a novembre, sono state miste, con notevoli cali per SMP, siero e lattosio, e aumenti per gli altri prodotti. L’export di formaggio è rimasto robusto a novembre, anche se la crescita è stata più lenta rispetto ai mesi precedenti a causa, soprattutto, della riduzione dei volumi diretti in Corea del Sud e Cina; gli altri principali acquirenti, invece, hanno registrato aumenti. Nel 2024, il Messico è stata la destinazione principale del formaggio statunitense (37% delle esportazioni totali, +30% genn-nov’24/genn-nov’23). Le spedizioni di SMP sono calate del 20% nov.’24/nov.’23 in seguito alla riduzione della domanda dal Sud-est asiatico e dal Messico. Nel 2024, il Messico è stata la causa principale del calo, seguito dal Sud-est asiatico e dalla Cina. Le esportazioni sono in costante contrazione dal 2021.
I flussi di siero sono diminuiti per il secondo mese consecutivo; tuttavia, le spedizioni annue sono positive, supportate dalla forte domanda di Indonesia e Giappone. Le esportazioni di burro sono aumentate sia a novembre che nei primi 11 mesi dell’anno, grazie soprattutto al Canada.