Nuova Zelanda: export lattiero-caseario contrastante a luglio, cresce il formaggio ma cala l’SMP
Le esportazioni lattiero-casearie della Nuova Zelanda hanno mostrato un andamento misto nel mese di luglio 2025. Secondo i dati Trade Data Monitor elaborati da Assocaseari, i flussi di Whole Milk Powder (WMP), burro e butteroil sono aumentati rispetto allo stesso mese del 2024, mentre hanno subito una flessione le spedizioni di Skimmed Milk Powder (SMP) e formaggio. Guardando al cumulato da inizio anno emerge un quadro opposto: il WMP resta in diminuzione, mentre il formaggio è in crescita.
Il calo di luglio è stato determinato soprattutto dalla contrazione verso Sud-Est asiatico e Australia, due mercati che negli ultimi anni hanno rappresentato sbocchi strategici per il settore neozelandese. A bilanciare questa tendenza hanno contribuito gli incrementi di volumi diretti verso Cina, Sri Lanka e Giappone, paesi che si confermano partner chiave per la domanda di prodotti lattiero-caseari premium.

Particolarmente significativa la dinamica del WMP: dopo un quadrimestre di contrazione, luglio segna il secondo mese consecutivo di crescita. La ripresa è stata trainata soprattutto dalla domanda cinese, che ha compensato i minori volumi destinati a Sud-Est asiatico e area MENA. Proprio verso il Medio Oriente e Nord Africa, l’export resta in territorio negativo, ma la flessione si è sensibilmente ridotta negli ultimi due mesi.
Il quadro cumulato da inizio 2025 evidenzia invece una contrazione del WMP, prodotto di punta della Nuova Zelanda, a fronte di una crescita del formaggio, che si conferma segmento resiliente e in progressiva valorizzazione nei mercati asiatici. Il burro e il butteroil mantengono una performance positiva, sostenuti dalla preferenza crescente dei consumatori asiatici per i grassi lattieri.
Questi dati confermano la volatilità dei mercati internazionali del latte e l’agilità dell’industria neozelandese nel riorientare i flussi a seconda dell’andamento della domanda. Per gli operatori europei, in particolare italiani, la tendenza è significativa: la capacità della Nuova Zelanda di recuperare quote di mercato grazie alla Cina e al posizionamento del formaggio rappresenta un fattore competitivo da monitorare attentamente, soprattutto nei mercati emergenti.
