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Latte spot in risalita, il mercato europeo si rafforza

Prosegue la risalita del latte spot iniziata a metà marzo. In pochi giorni, in Ue, il prezzo è passato da 31 euro per 100 chili, rilevati il 13 maggio 2026, ai 32,5 euro per 100 chili del 17 maggio, come rilevato dal Milk Market Observatory. A conferma di un mercato del latte più sostenuto, in una fase in cui la domanda resta buona e l’offerta comincia a mostrare segnali di minore disponibilità, soprattutto sullo scremato. Resta però un equilibrio selettivo: non tutti i prodotti si muovono allo stesso ritmo e il mercato continua a distinguere tra latte, componenti, burro, polveri e formaggi.

In Italia il quadro è simile. Nel Nord, l’aumento deciso delle temperature ha avviato la contrazione della raccolta, mentre i titoli di grasso hanno registrato una riduzione significativa. Le proteine, invece, stanno mostrando maggiore tenuta. È un passaggio da seguire con attenzione, perché incide non solo sulla disponibilità di latte, ma anche sulla resa industriale e sull’equilibrio tra grasso e proteina.

Crema ancora sostenuta

La crema continua il percorso di recupero sul mercato europeo, sostenuta da una domanda buona e da un’offerta discreta. In Italia la domanda di crema nazionale di qualità resta vivace, con trattative sopra i livelli del bollettino. Il dato conferma che alcune componenti del latte si muovono con maggiore forza rispetto al mercato generale, soprattutto quando qualità e disponibilità si restringono.

Sul burro, il quadro resta più stabile ma con qualche segnale positivo sul mercato italiano. Le quotazioni ufficiali del burro di centrifuga a Kempten sono rimaste invariate, con minimo a 3,80 euro al chilo e massimo a 3,95 euro, per una media tedesca di 3,875 euro. Anche l’Olanda è rimasta ferma a 3,90 euro, mentre la Francia, tornata a quotare dopo tre settimane, è scesa di 0,03 euro, a 3,89 euro. La media europea, sia a due sia a tre Paesi, si attesta a 3,888 euro al chilo. A Milano, invece, il burro di centrifuga è salito di 0,03 euro, portandosi a 3,98 euro al chilo.

Polveri e siero con segnali differenziati

Sulle polveri, l’andamento resta articolato. Il latte in polvere scremato per uso alimentare è aumentato in Germania e Francia, mentre è sceso in Olanda. Il prodotto per uso zootecnico è rimasto invariato sui bollettini tedesco e olandese. La polvere intera è rimasta stabile in Germania ed è aumentata in Olanda e Francia.

Il siero alimentare tedesco continua invece a salire, come già nella settimana precedente, segnalando una domanda ancora presente su questa categoria. Lo zootecnico è rimasto invariato in Germania e Olanda, mentre la Francia non ha quotato. A Milano sono rimasti stazionari sia il siero industriale sia quello zootecnico.

Formaggi stabili in Italia, più vivaci in Europa

Sul fronte dei formaggi nazionali non sono state rilevate variazioni. Diverso il quadro dei principali formaggi commodity europei, dove si registrano scambi più vivaci e aumenti di 10-15 centesimi su tutte le referenze.