Cina, import dairy in ripresa, ad aprile. Ma il 2026 resta selettivo
Dopo un primo trimestre debole, con importazioni dairy in calo del 12% in equivalente latte rispetto allo stesso periodo del 2025, la Cina ha mostrato ad aprile un recupero degli acquisti su alcune categorie chiave. Secondo i dati Trade Data Monitor analizzati da Assocaseari, la spinta principale è arrivata dalla WMP, sostenuta da maggiori volumi dalla Nuova Zelanda: ad aprile le importazioni cinesi di polvere intera hanno raggiunto 62.373 tonnellate, in aumento del 63% su base annua. Nel cumulato dei primi quattro mesi, la WMP sale a 197.272 tonnellate, con un incremento del 6%.
Il dato è importante perché la domanda cinese resta uno dei principali fattori di equilibrio per il mercato globale delle polveri. Tuttavia il recupero di aprile non cancella un quadro ancora irregolare. Da inizio anno, infatti, le importazioni cinesi mostrano andamenti molto differenziati: crescono WMP, formaggi, burro, crema e caseine, mentre restano negative SMP, siero, lattosio, WPC e prodotti fermentati.

Formaggi in crescita, UE al 12% dell’import cinese
Il formaggio continua a essere una delle categorie più dinamiche. Le importazioni di aprile sono arrivate a 19.934 tonnellate, in crescita del 17% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel cumulato gennaio-aprile il volume raggiunge 82.094 tonnellate, con un incremento del 30%. La crescita si inserisce in una tendenza ormai consolidata: l’import cinese di formaggio è aumentato in dieci degli ultimi dodici mesi.
A trainare restano Nuova Zelanda e, in misura minore, Australia, mentre le importazioni dagli Stati Uniti risultano in calo. Un dato da osservare riguarda l’Unione europea: nonostante le tariffe anti-sussidio, l’export europeo di formaggi verso la Cina è tornato sui livelli del 2024 e rappresenta il 12% della domanda cinese di formaggio importato. Per gli operatori europei è un segnale rilevante, perché indica che, almeno in questa categoria, la domanda cinese continua a riconoscere spazio anche al prodotto europeo, pur in un contesto commerciale più complesso.
Burro e butteroil sostenuti dalla Nuova Zelanda
Anche i grassi lattieri mostrano segnali positivi. Le importazioni cinesi di burro hanno raggiunto ad aprile 8.972 tonnellate, in aumento del 23% su base annua, mentre il cumulato dei primi quattro mesi sale a 46.190 tonnellate, con un incremento dell’8%. Il butteroil cresce del 16% nel mese, a 5.466 tonnellate, ma resta leggermente negativo nel cumulato, con 16.117 tonnellate e un calo dell’1%.
Il recupero è trainato soprattutto da maggiori volumi provenienti dalla Nuova Zelanda, che ha registrato aumenti significativi in quasi tutte le categorie. Il dato conferma il ruolo centrale del fornitore neozelandese nella domanda cinese, soprattutto quando la ripresa riguarda prodotti come WMP e grassi lattieri. Gli altri fornitori, al contrario, hanno generalmente registrato volumi più deboli.
SMP stabile dopo nove mesi di cali
Più prudente il quadro per la SMP. Ad aprile le importazioni cinesi di polvere scremata si sono fermate a 27.372 tonnellate, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. È comunque un segnale di interruzione dopo nove mesi consecutivi di calo. Nel cumulato dei primi quattro mesi, però, la SMP resta in forte flessione: 78.548 tonnellate, in calo del 24% rispetto al 2025.
Nel mese, i minori volumi da Australia e Unione europea sono stati compensati dall’aumento delle forniture neozelandesi. Anche il siero mostra un recupero mensile, con 56.845 tonnellate importate ad aprile, in aumento del 4%, ma il cumulato resta negativo a 214.049 tonnellate, meno 9%. Ancora più marcata la flessione del lattosio, che scende del 15% nel mese e del 25% da inizio anno.
Infant formula ancora negativa
Resta debole anche l’infant formula, con 17.327 tonnellate importate ad aprile, in calo del 15%, e 66.849 tonnellate nei primi quattro mesi, in diminuzione del 2%. Il dato si inserisce in un contesto demografico cinese strutturalmente sfavorevole, che continua a incidere sulla categoria. In crescita invece latte e crema: il latte sale dell’8% nel mese e del 4% nel cumulato, mentre la crema aumenta del 2% ad aprile e del 10% da inizio anno.
Sul fronte export, la Cina resta marginale come esportatore dairy, ma alcuni movimenti sono da registrare. Le spedizioni di WMP restano deboli, con 1.970 tonnellate ad aprile e un calo del 51% su base annua. Crescono invece le esportazioni di SMP, arrivate a 1.585 tonnellate nel mese, in aumento del 181%, dirette soprattutto verso altri mercati asiatici.
