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Grana Padano, il mercato italiano accelera: +14,5% nel retail, nei primi sette mesi 2026. Cresce il senza crosta

Nei primi sette mesi del 2026 le vendite retail italiane di Grana Padano aumentano del 14,5% e la quota di mercato raggiunge il 48,8%. L’export cresce molto più lentamente, +1,4% nei primi cinque mesi, tanto che a fine anno il mercato nazionale potrebbe tornare a pesare più dell’estero. Intanto salgono del 6,2% le forme destinate alle lavorazioni senza crosta. Il Consorzio invita però a non spingere troppo la produzione nei prossimi mesi.

Nel 2026 il principale motore della crescita del Grana Padano è il mercato italiano. I dati Circana diffusi dal Consorzio di tutela mostrano nei primi sette mesi dell’anno un incremento delle vendite retail del 14,5%, accompagnato da una quota di mercato salita al 48,8%. Una dinamica decisamente più vivace di quella registrata sui mercati esteri, dove nei primi cinque mesi l’export della Dop è cresciuto dell’1,4%. La differenza è tale che, se il trend dovesse proseguire, secondo il Consorzio a fine 2026 i consumi italiani potrebbero tornare a superare, anche se di poco, quelli destinati all’estero.

La forza del mercato induce il Consorzio a richiamare l’attenzione sulla gestione dell’offerta. Il direttore generale Stefano Berni invita a non replicare tra agosto e ottobre gli elevati livelli produttivi registrati negli stessi mesi del 2025. La previsione rimane quella di una crescita della domanda nei prossimi mesi, ma meno vistosa rispetto alla prima parte dell’anno.

A luglio ancora +11,9%

La crescita non sembra essersi esaurita con la prima parte dell’anno. Nel solo mese di luglio le vendite retail di Grana Padano sono aumentate dell’11,9%. Considerando congiuntamente Grana Padano e Trentingrana, la quota di mercato ha raggiunto il 48,6%. I dati diffusi dal Consorzio mostrano contemporaneamente una dinamica opposta per gli altri principali segmenti dei formaggi duri: a luglio Parmigiano Reggiano registra -12,9% e i similari -7,7%. Nel cumulato gennaio-luglio, secondo la stessa rilevazione Circana, Parmigiano Reggiano è a -15,3%, con una quota del 27%, mentre i similari perdono il 2,5% e si attestano al 24,2%. Positivo anche il cash & carry, dove a luglio Grana Padano cresce del 4,8%, mentre i similari risultano sostanzialmente stabili.

È il Sud a spingere di più

La crescita presenta anche una geografia piuttosto netta. A luglio il Sud Italia registra un incremento delle vendite del 20,2%, il più elevato tra le diverse aree, e rappresenta ormai il 34% delle vendite complessive di Grana Padano. Seguono Nord Ovest, con il 27,8%, Centro con il 23,2% e Nord Est con il 15%. Il dato è significativo perché mostra come la crescita del 2026 non sia concentrata soltanto nelle aree storicamente più vicine alla produzione della DOP. Il Mezzogiorno è contemporaneamente il primo mercato per peso e quello che sta crescendo con maggiore intensità.

Senza crosta +6,2%

Accanto al buon andamento del prodotto venduto come tale, continua a crescere anche il Grana Padano destinato al senza crosta. Nei primi otto mesi del 2026 sono state lavorate 1.365.170 forme, 79.585 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, per un incremento del 6,2%. Dopo il +6% registrato a luglio, agosto ha chiuso a +3,9%.

La destinazione principale è nettamente il grattugiato, che ad agosto rappresenta il 74,7% delle lavorazioni senza crosta. Seguono le scaglie, 16,1%, i bocconcini, 4,5%, e altre lavorazioni per il restante 4,7%.

La composizione dei canali rende ancora più evidente questa specializzazione. Nei primi sette mesi del 2026, il grattugiato senza crosta raggiunge una quota del 35,6% nel retail e addirittura dell’87,2% nel cash & carry. È un’evoluzione coerente con una domanda che assegna sempre più valore a praticità, standardizzazione delle porzioni e riduzione degli scarti nella fase di utilizzo.