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Grana Padano, export in calo a gennaio: pesa il rallentamento Usa

Dopo la forte accelerazione di fine 2025, l’export di Grana Padano apre il 2026 con un segno negativo. A gennaio le spedizioni registrano una flessione dell’1,78%, un dato che arriva dopo il +15,4% di dicembre e che segnala un primo rallentamento del ritmo di crescita.

Il quadro, spiega una nota del Consorzio, va letto nel contesto di un finale d’anno particolarmente brillante, ma evidenzia anche alcune criticità su mercati chiave, a partire dagli Stati Uniti. A incidere maggiormente sul dato complessivo è il calo delle vendite negli Stati Uniti, terzo mercato estero per il Grana Padano, che segnano un -14,8%. Una contrazione significativa, che riflette una fase di maggiore debolezza della domanda in un mercato centrale per l’export della Dop.

Segnali negativi arrivano anche da altri sbocchi consolidati. Germania, primo mercato estero, registra un -4,78%, mentre Svizzera e Austria arretrano complessivamente dell’8,3%. Un insieme di flessioni che spiega il dato complessivo di gennaio.

Export Grana Padano: Europa più dinamica, cresce la Spagna

Il rallentamento non è però generalizzato. Sul fronte europeo emergono segnali di maggiore dinamismo, a partire dalla Spagna, che mette a segno un +23% e rafforza la propria posizione tra i principali mercati di destinazione. Andamento positivo anche per Paesi Bassi (+4,1%) e Polonia (+12,8%), mentre Grecia e Romania mostrano entrambe crescite superiori al 6%. Un quadro che conferma una progressiva diversificazione geografica della domanda all’interno dell’Unione europea.

Fuori dall’Europa, il Giappone continua a rappresentare un mercato in espansione, con un incremento del 7,56%. Un dato coerente con il trend degli ultimi anni, che vede una crescita graduale ma costante dell’interesse per i formaggi duri italiani.