Grana Padano: produzione +8% nel 2025, il Consorzio frena dopo un anno record
L’Assemblea generale del Consorzio Tutela Grana Padano ha approvato il bilancio 2025, confermando un anno record per la Dop segnato da un forte aumento della produzione che ha raggiunto 6.053.690 forme nei 134 caseifici della filiera, con una crescita di circa l’8% rispetto all’anno precedente. Un incremento trainato dalle alte quotazioni del formaggio, che ha spinto la produzione soprattutto nella seconda parte dell’anno. Sul fronte internazionale, il 2025 si chiude con un aumento dell’export del 3%, per un totale di oltre 2.757.000 forme esportate. Il dato conferma la centralità dei mercati esteri per l’assorbimento dei volumi, in un contesto in cui la crescita produttiva richiede sbocchi sempre più ampi
Prezzi in calo a fine anno dopo le tensioni produttive
Il 2025 si è chiuso con quotazioni all’ingrosso elevate, superiori anche al 2024, ma con un rallentamento nella parte finale dell’anno. Un segnale collegato proprio all’aumento dei volumi prodotti. Secondo il direttore generale Stefano Berni, l’eccesso produttivo rappresenta l’elemento critico dell’anno, con una crescita che nel secondo semestre ha raggiunto livelli definiti “molto elevati”, fino a circa +12%.
Produzione: rallentamento atteso nel 2026
Per riequilibrare il mercato, il Consorzio ha già introdotto misure di contenimento della produzione, che dovrebbero produrre effetti nel corso del 2026. Il rallentamento è atteso in particolare nella seconda parte dell’anno, dopo l’espansione registrata nel 2025. L’obiettivo è riportare in equilibrio il rapporto tra offerta e domanda, evitando ulteriori pressioni sui prezzi.
Il ribasso delle quotazioni, pur mantenendosi su livelli considerati ancora sostenibili, sta sostenendo le vendite. Nel primo trimestre 2026 si registrano crescite a doppia cifra, segnale di una domanda che reagisce rapidamente al nuovo livello dei prezzi. Secondo il Consorzio, anche nel 2025 il Grana Padano si conferma una delle destinazioni più remunerative per il latte, con effetti diretti sull’orientamento produttivo della filiera.
Un fattore che contribuisce a spiegare l’aumento dei volumi e che resta centrale nella lettura delle dinamiche di medio periodo.
