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Nuova Zelanda: a marzo cresce dell’11% l’export dairy verso la Cina

A marzo le esportazioni della Nuova Zelanda hanno raggiunto un livello mensile record, salendo del 7,3% su base annua a 7,9 miliardi di dollari neozelandesi. Il lattiero-caseario cresce del 3,4% grazie alle spedizioni di latte in polvere, burro e formaggi. Un dato che, pur meno dinamico rispetto al totale export, conferma la funzione strutturale del settore: generare valuta estera e stabilizzare l’attività economica anche in presenza di shock esterni.

La Cina sostiene la domanda dairy

Il vero driver è tornata ad essere la Cina. Le esportazioni verso Pechino sono cresciute dell’11%, raggiungendo 2,1 miliardi di dollari neozelandesi, tra i livelli più alti mai registrati. La Cina resta di gran lunga il principale partner commerciale della Nuova Zelanda e continua a sostenere la domanda di commodity lattiero-casearie, in particolare polveri. Per il mercato globale è un segnale chiaro: la domanda asiatica, dopo la debolezza del 2024, sta tornando ad esercitare una funzione di assorbimento dell’offerta.

Prezzi sostenuti, ma equilibrio fragile

Il dato si inserisce in un contesto internazionale in cui l’offerta resta elevata, ma più bilanciata rispetto all’inizio del 2026. Il rafforzamento dei flussi export contribuisce a sostenere i prezzi, soprattutto nelle categorie legate agli ingredienti. Allo stesso tempo emergono nuovi fattori di rischio. Le tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto con l’Iran, stanno spingendo al rialzo i costi energetici e incidono sulla fiducia delle imprese. A questo si aggiungono possibili pressioni su logistica e trasporti, con il rischio di aumento dei costi di spedizione e rallentamenti nelle catene di approvvigionamento.

Il collegamento con l’Europa: perché conta adesso

Quello che succede in Nuova Zelanda non resta lì. Il rafforzamento della domanda cinese su latte in polvere e ingredienti ha tre effetti diretti sul mercato europeo: riduce la pressione sull’offerta globale, che a inizio 2026 era tornata a crescere; sostiene i prezzi delle polveri, che sono il primo anello di trasmissione internazionale; contribuisce a mantenere equilibrio anche su burro e formaggi, grazie alla tenuta dell’export